L'ondata di calore che sta interessando il territorio salernitano incide sulla qualità dell'aria, determinando una crescita delle concentrazioni di ozono pur senza superamenti delle soglie di legge. È quanto fotografa l'ultimo bollettino dell'Arpac riferito alla giornata del 10 agosto come riportato dal quotiidano II Mattino.
Sul fronte degli sforamenti annuali, Nocera Inferiore guida la classifica provinciale con 12 giornate oltre la soglia, rimanendo comunque lontana dal tetto massimo di 35 sforamenti consentiti nell'arco di un anno dal decreto legislativo 155 del 2010. Per il Pm2,5 il dato più alto si è registrato alla scuola Conti di Salerno con 21 microgrammi, mentre per il biossido di azoto il picco provinciale è stato misurato a Nocera Inferiore con 70 microgrammi per metro cubo.
L'effetto delle alte temperature e dell'intensa radiazione solare si è riflesso principalmente sui livelli di ozono. Il picco più elevato si è registrato a Ottati con 150 microgrammi per metro cubo, seguito dal capoluogo presso la scuola Conti con 140 microgrammi e da Cava de’ Tirreni e Battipaglia con 116. Pur mantenendosi al di sotto della soglia di informazione fissata a 180 microgrammi e di quella di allarme a 240, le concentrazioni di questo inquinante secondario suggeriscono prudenza nelle esposizioni prolungate all'aperto durante le ore pomeridiane, in particolare per anziani, bambini e soggetti fragili. Permangono infine alcune lacune nel sistema di monitoraggio del capoluogo, a causa della mancata trasmissione dei dati dalla centralina del Parco del Mercatello e dell'assenza delle rilevazioni del Pm10 presso la scuola Conti.
Salerno, aria sotto pressione per l'ondata di caldo
Nella giornata rilevata, nessuna centralina della provincia ha superato il limite giornaliero per il Pm10, fissato a 50 microgrammi per metro cubo. Il valore più alto è stato registrato a Battipaglia con 40 microgrammi, seguita da Nocera Inferiore a quota 32, Cava de’ Tirreni con 29 e la centralina di via Vernieri a Salerno con 24, mentre le aree interne di Polla e Ottati hanno fatto segnare rispettivamente 20 e 16 microgrammi.Sul fronte degli sforamenti annuali, Nocera Inferiore guida la classifica provinciale con 12 giornate oltre la soglia, rimanendo comunque lontana dal tetto massimo di 35 sforamenti consentiti nell'arco di un anno dal decreto legislativo 155 del 2010. Per il Pm2,5 il dato più alto si è registrato alla scuola Conti di Salerno con 21 microgrammi, mentre per il biossido di azoto il picco provinciale è stato misurato a Nocera Inferiore con 70 microgrammi per metro cubo.
L'effetto delle alte temperature e dell'intensa radiazione solare si è riflesso principalmente sui livelli di ozono. Il picco più elevato si è registrato a Ottati con 150 microgrammi per metro cubo, seguito dal capoluogo presso la scuola Conti con 140 microgrammi e da Cava de’ Tirreni e Battipaglia con 116. Pur mantenendosi al di sotto della soglia di informazione fissata a 180 microgrammi e di quella di allarme a 240, le concentrazioni di questo inquinante secondario suggeriscono prudenza nelle esposizioni prolungate all'aperto durante le ore pomeridiane, in particolare per anziani, bambini e soggetti fragili. Permangono infine alcune lacune nel sistema di monitoraggio del capoluogo, a causa della mancata trasmissione dei dati dalla centralina del Parco del Mercatello e dell'assenza delle rilevazioni del Pm10 presso la scuola Conti.

