Agguato a Vincenzo Ventura a Salerno: gli investigatori interrogano i Siniscalchi sul caso, mentre le indagini proseguono per scoprire collegamenti tra i vari fatti di cronaca che vedono le due famiglie protagoniste.
Continuano le indagini sull'agguato a Salerno
In merito all'
agguato ai danni di Vincenzo
Ventura, nipote di
Ciro D'Onofrio, proseguono le
indagini da parte delle forze dell'ordine di
Salerno. Il 18enne è attualmente ricoverato all'
ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, dove è stato sottoposto a
intervento chirurgico dopo essere stato
gambizzato in
via Capone due giorni fa.
Per lui, la prognosi è di venti giorni, vista la
ferita riportata alla
gamba e all'
ematoma scaturito dai colpi. Non è comunque in pericolo di vita. I colpi che l'hanno colpito nella notte di mercoledì sarebbero
quattro, dato che ancora non sono stati rinvenuti altri
bossoli.
Secondo gli investigatori, non si tratterebbe di una cosa futile ma di un
agguato in piena regola, dato che il giovane è stato aggredito.
Le indagini
Intanto, gli uomini della
sezione Criminalità avrebbero ascoltato
Gennaro Siniscalchi e alcuni esponenti della sua famiglia essendo informati sui fatti. Resta da capire dove si trovassero i
Siniscalchi nel preciso istante in cui si è
consumato l'agguato a
Salerno.
Il collegamento comunque non è da escludere, visto che lo stesso
Ventura e suo cugino
Carmine D'Onofrio erano stati considerati come i responsabili dei colpi esplosi ai danni dell'
auto della famiglia di
Siniscalchi.
Ventura e il cugino, sottoposti a fermo nella serata di venerdì due agosto, in quanto accusati dai Siniscalchi, erano stati rilasciati lunedì pomeriggio dal
gip Piero Indinnimeo per insufficienza di prove.