Rapporti tra Ndrangheta e Vallo di Diano. Arrivano le richieste di condanna da parte della Pubblica accusa. Quattro sono gli imputati del territoriovaldianese coinvolti nella vicenda.
Rapporti tra Ndrangheta e Vallo di Diano: arrivano le condanne
Il
pubblico ministero al termine della requisitoria ha chiesto alla
Corte 24 anni di reclusione per il 62enne V. Gallo, 11 anni per il 38enne C. Gallo, suo figlio, 13 anni per il 39enne E. Casale, difeso dall’avvocato L. Zozzaro, invece è stata chiesta l’assoluzione per il 42enne F.Vitale.
L'operazione
L’operazione Frontiera portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia calabrese si è interessata di numerosi reati: dall’associazione per
delinquere passando allo spaccio e all’estorsione. E i quattro sono accusati a vario titolo. Il filone di indagine che ha portato alla luce questa vicenda è partito in seguito ad accertamenti sull’omicidio di
Omicidio Vassallo, il fratello Dario: “Svanita la fiducia verso istituzioni” (i Muto non c’entrano con l’assassinio del sindaco pescatore) e hanno seguito le strade della droga.
Ne
l Vallo di Diano è stata individuata, da parte dei
carabinieri, una piazza della droga. Nel mirino degli inquirenti anche un episodio di estorsione ai danni di un imprenditore locale per imporre – secondo l’accusa – un negozio del pesce sito
Sala Consilina legato ai Muto.
In manette anche P. Valente della ‘ndrina di Scalea e legato ai Muto. E legato anche al Vallo di Diano in quanto tre anni fa fu arrestato proprio a Sant’Arsenio in un’altra operazione della Direzione Antimafia di Catanzaro. Lo stesso Muto ha vissuto a Sala Consilina negli anni Novanta nell’ambito di un periodo di soggiorno obbligatorio durante il qualche conobbe Vito Gallo e da allora ebbero un rapporto strettissimo con legami anche di comparizia. La sentenza si attende entro fine
mese.