Cronaca

Protesta dei tir, il Salernitano sempre più in difficoltà: nuovi presidi nel Vallo di Diano. L'appello degli autisti: «Non lasciateci soli»

Martina Francione
Protesta dei tir, il Salernitano sempre più in difficoltà: nuovi presidi nel Vallo di Diano. L'appello degli autisti: «Non lasciateci soli»
Si allarga alla provincia di Salerno la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburante e l'aumento del costo della vita. Nella mattinata di oggi, martedì 20 ottobre, nuovi presidi sono stati segnalati agli svincoli autostradali del Vallo di Diano, mentre proseguono le proteste nell'Agro Nocerino-Sarnese e nella Piana del Sele. I manifestanti chiedono risposte al Governo e invitano i cittadini a sostenere una battaglia che, secondo gli organizzatori, riguarda ormai l'intera collettività. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Protesta dei tir nel Salernitano, presidi anche nel Vallo di Diano: disagi sulle autostrade e rifornimenti a rischio

La mobilitazione degli autotrasportatori raggiunge anche il Vallo di Diano. Dalle prime ore di questa mattina, i mezzi pesanti sono presenti in prossimità degli svincoli di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Buonabitacolo-Padula, ampliando il fronte delle manifestazioni già avviate nei giorni precedenti in altre zone del Salernitano.

Le automobili vengono lasciate transitare, ma la presenza dei presidi sta provocando inevitabili rallentamenti. Agli automobilisti viene raccomandata prudenza nell'attraversamento dei tratti interessati. La protesta, arrivata in Campania venerdì dopo aver coinvolto Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata, continua dunque a estendersi lungo i principali collegamenti autostradali della provincia.

Gli autotrasportatori raccontano le difficoltà: «Guidiamo oltre 15 ore, guadagniamo 1.900 euro lordi»

Dietro i camion parcheggiati lungo gli svincoli ci sono le difficoltà economiche denunciate da chi lavora quotidianamente nel settore del trasporto merci. Non soltanto il prezzo del gasolio, ma anche stipendi ritenuti insufficienti, costi aziendali sempre più elevati e condizioni lavorative contestate dagli stessi autisti.

A raccontare la situazione è Gaetano, uno degli autotrasportatori presenti al presidio di Eboli, che ha spiegato al quotidiano Il Mattino le ragioni della mobilitazione. Secondo quanto riferito, gli autisti percepiscono stipendi di circa 1.900 euro lordi, pur trascorrendo oltre 15 ore alla guida e affrontando trasferte che li portano ad attraversare l'Italia e, in alcuni casi, a raggiungere altri Paesi europei.

Sacrifici che, sostiene il manifestante, non garantiscono più condizioni di vita economicamente sostenibili. «Non lasciateci soli. La nostra battaglia è anche vostra», è l'appello rivolto alla popolazione. 

Gli autotrasportatori riconoscono i disagi provocati dalle proteste, ma chiedono ai cittadini, agli studenti e ai lavoratori di partecipare ai presidi per sollecitare una risposta politica. «Sappiamo di star creando disagi, ma non ci fermeremo», afferma Gaetano, ribadendo la volontà di proseguire la mobilitazione. I presidi sono stati annunciati fino al 30 ottobre, con gli autotrasportatori intenzionati a mantenere alta l'attenzione sulle proprie richieste.

Autostrada A30: rallentamenti tra Castel San Giorgio, Nocera-Pagani e Sarno

Le difficoltà alla circolazione interessano anche il settore settentrionale della provincia di Salerno. Lungo l'autostrada A30 Caserta-Salerno, i presidi hanno coinvolto gli svincoli di Castel San Giorgio, Nocera-Pagani e Sarno, punti di collegamento fondamentali per la movimentazione delle merci nell'Agro Nocerino-Sarnese.

La presenza dei tir sta provocando rallentamenti e blocchi che incidono sul regolare transito dei mezzi commerciali. Attraverso questi collegamenti vengono normalmente trasportati prodotti alimentari, frutta, verdura, carburanti e altri beni di prima necessità. Le difficoltà nel superamento dei presidi stanno quindi avendo conseguenze che vanno oltre la circolazione stradale.

Anche lungo l'A2 del Mediterraneo proseguono le manifestazioni. Tra i punti interessati figurano Pontecagnano Sud, Eboli, Campagna, Contursi Terme e Sicignano degli Alburni, mentre altri mezzi pesanti sono fermi nell'area di Buccino, lungo il raccordo verso Potenza.

I rallentamenti registrati tra Battipaglia e Campagna hanno inoltre provocato ripercussioni sulla viabilità ordinaria, complicando gli spostamenti lungo alcuni dei principali collegamenti della Piana del Sele.

Scaffali vuoti nei supermercati e prime code ai distributori

Le conseguenze della protesta cominciano a manifestarsi anche nella distribuzione commerciale. In diversi supermercati e negozi del Salernitano vengono segnalati scaffali parzialmente vuoti, a causa delle difficoltà nei rifornimenti legate ai blocchi dei mezzi pesanti.

Particolarmente delicata è la situazione per il trasporto dei prodotti alimentari, che dipende dalla continuità delle consegne. I rallentamenti lungo le arterie autostradali stanno infatti ostacolando il normale movimento delle merci tra i centri di distribuzione e gli esercizi commerciali.

Un altro segnale delle difficoltà emerge presso le stazioni di servizio, dove cominciano a comparire le prime file di automobilisti in attesa di effettuare rifornimento. La preoccupazione riguarda soprattutto le possibili conseguenze di una mobilitazione prolungata, che potrebbe aggravare ulteriormente i problemi nella disponibilità di carburanti e prodotti di prima necessità.

Da Eboli a Buccino, l'appello dei manifestanti: «Se noi falliamo, il conto lo paghiamo tutti»

Nei presidi organizzati tra Eboli, Campagna, Sicignano degli Alburni e Buccino, gli autotrasportatori continuano a chiedere interventi per contenere i costi del carburante e garantire condizioni economiche e lavorative più sostenibili.

Alla mobilitazione partecipano autisti, imprenditori e lavoratrici del settore, accomunati dalla richiesta di misure concrete contro il caro vita. «Non lasciateci soli. Se noi falliamo il conto lo paghiamo tutti, pure voi», è il messaggio che arriva dai manifestanti.

La protesta prosegue quindi su più fronti, mentre crescono le difficoltà per la circolazione e la distribuzione delle merci. Il timore è che il protrarsi dei blocchi possa determinare ulteriori conseguenze per le attività commerciali e per i cittadini della provincia di Salerno.

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