Ha preso ufficialmente avvio il processo a carico dei proprietari dei due pitbull che, nell’aprile dello scorso anno, aggredirono e uccisero il piccolo Francesco Pio, 13 mesi, nel giardino di una villetta alla marina di Eboli. Come riportato da Il Mattino, ieri mattina, dinanzi al giudice monocratico della terza sezione penale del Tribunale di Salerno, dottoressa Di Filippo, si è aperta l’istruttoria dibattimentale con l’ammissione delle prove e la costituzione di parte civile della madre del bambino, rappresentata dall’avvocato Vittorio Schettino.
Eboli, al via il processo per la morte del piccolo Francesco Pio
Secondo la ricostruzione della procura, i due imputati non
avrebbero adottato le misure necessarie a garantire la sicurezza durante la permanenza del figlio della donna ospite dell’abitazione. I
pitbull erano soliti essere isolati in un locale separato quando il bambino era presente. Quel giorno, però, sarebbero usciti improvvisamente, sferrando l’attacco che provocò lesioni gravissime, tra cui un trauma cranico e danni interni risultati fatali. Il piccolo morì sul colpo, nonostante i tentativi disperati dei familiari di intervenire.
Il processo dovrà accertare,
tra l’altro, il ruolo dei presenti al momento dell’aggressione. Secondo la procura, i due proprietari avrebbero affidato i cani alla madre del bambino e ai due zii, considerati non in grado di gestire eventuali situazioni di pericolo. Gli imputati, difesi dagli avvocati Daniele Olivieri ed Alfonso Criscuolo, contestano questa ricostruzione e intendono chiarire, nel corso del dibattimento, chi fosse responsabile della custodia degli animali al momento dei fatti.
Elemento rilevante è il precedente episodio avvenuto circa un mese prima della tragedia, quando gli stessi cani avrebbero ucciso un altro animale. La procura ritiene che tale evento avrebbe dovuto indurre i proprietari ad adottare misure più rigorose, valutando la prevedibilità del rischio. Sarà uno dei punti centrali del confronto tra accusa e difesa.
La vicenda suscitò profonda
commozione e allarme nella comunità locale, tanto che il Comune proclamò il lutto cittadino nel giorno dei funerali e fu organizzata una fiaccolata in memoria del bambino. L’iter processuale proseguirà nelle prossime settimane con l’audizione dei primi testimoni e l’acquisizione degli atti tecnici.