Le scuole superiori di Salerno iniziano a valutare l’adozione di metal detector mobili agli ingressi, a seguito della circolare congiunta firmata dai ministri dell’Istruzione e dell’Interno, Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi. Il documento, ricevuto ieri dai dirigenti del territorio, non introduce obblighi generalizzati, ma offre alle scuole uno strumento aggiuntivo per rafforzare la sicurezza, da attivare solo su richiesta e previa valutazione collegiale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Tra i dirigenti intervenuti, Anna Laura Giannantonio del liceo scientifico Da Procida sottolinea la coerenza della misura con la missione educativa: «È un supporto al lavoro quotidiano per garantire sicurezza senza snaturare la funzione formativa della scuola». Per il rettore del Convitto nazionale, Claudio Naddeo, l’uso mirato dei metal detector rappresenta «una misura validissima se accompagnata da responsabilità e buon senso». Al Galileo Galilei, Emiliano Barbuto evidenzia invece la necessità di un confronto preventivo in Consiglio di istituto, «coinvolgendo genitori e studenti per condividere obiettivi e modalità».
Carmela Santarcangelo, dirigente del Profagri, ribadisce che la direttiva va interpretata come responsabilità e non come emergenza: «Ogni intervento deve essere valutato caso per caso. Fino ad oggi abbiamo gestito comportamenti scorretti con sanzioni disciplinari, educazione civica, dialogo con le famiglie e supporto ai ragazzi più fragili».
Metal detector nelle scuole superiori, primi sì a Salerno
La direttiva chiarisce che «la sicurezza è condizione della libertà» e definisce la scuola come luogo dove promuovere la cultura del rispetto e prevenire ogni forma di violenza. I metal detector mobili non sono quindi concepiti come misura permanente, ma come strumento temporaneo, calibrato sul contesto specifico di ciascun istituto e coordinato con le Prefetture. Nel Salernitano, le scuole si stanno muovendo secondo questo approccio prudente: Profagri, Galileo Galilei e Convitto nazionale hanno già annunciato che la questione sarà discussa nei Consigli di istituto, coinvolgendo docenti, genitori e studenti per valutare eventuali attivazioni.Tra i dirigenti intervenuti, Anna Laura Giannantonio del liceo scientifico Da Procida sottolinea la coerenza della misura con la missione educativa: «È un supporto al lavoro quotidiano per garantire sicurezza senza snaturare la funzione formativa della scuola». Per il rettore del Convitto nazionale, Claudio Naddeo, l’uso mirato dei metal detector rappresenta «una misura validissima se accompagnata da responsabilità e buon senso». Al Galileo Galilei, Emiliano Barbuto evidenzia invece la necessità di un confronto preventivo in Consiglio di istituto, «coinvolgendo genitori e studenti per condividere obiettivi e modalità».
Carmela Santarcangelo, dirigente del Profagri, ribadisce che la direttiva va interpretata come responsabilità e non come emergenza: «Ogni intervento deve essere valutato caso per caso. Fino ad oggi abbiamo gestito comportamenti scorretti con sanzioni disciplinari, educazione civica, dialogo con le famiglie e supporto ai ragazzi più fragili».

