Un’aula scolastica può trasformarsi in un luogo di produzione culturale e civile capace di incidere ben oltre i confini dell’istituto. È quanto accaduto al Liceo Scientifico “Giovanni Da Procida” di Salerno, dove ieri l’aula magna ha ospitato la proiezione di Legalità in Corto, un cortometraggio ideato e realizzato dagli studenti della classe Terza A, dedicato a uno dei fenomeni più complessi e attuali dell’era digitale: il revenge porn come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Gli studenti del Da Procida raccontano il revenge porn e parlano alla città
L’iniziativa non si è configurata come un semplice evento didattico, ma come un momento di confronto collettivo che ha coinvolto scuola, istituzioni e territorio. Il cortometraggio affronta in modo diretto e misurato le conseguenze della diffusione non consensuale di immagini intime, restituendo una narrazione asciutta e priva di enfasi, costruita attraverso lo sguardo di adolescenti che conoscono da vicino le dinamiche dei social network e le fragilità relazionali che li attraversano.Il lavoro nasce all’interno del progetto “Educazione alla Legalità, Sicurezza e Giustizia Sociale”, promosso e coordinato da Sante Massimo Lamonaca, project manager e giudice onorario esperto presso la Corte di Appello – sezione minorenni di Salerno. Un percorso formativo che sceglie di superare la dimensione teorica, affidando ai ragazzi il compito di interpretare e raccontare temi complessi attraverso strumenti espressivi contemporanei. In questo contesto, il linguaggio cinematografico diventa veicolo di consapevolezza e responsabilità, trasformando gli studenti da destinatari di regole a protagonisti di una riflessione collettiva.
La trama del corto mette in evidenza come un comportamento superficiale possa generare effetti profondi e duraturi, incidendo sull’identità e sulla libertà personale. La proiezione è stata accolta da un silenzio attento, seguito da un dibattito che ha coinvolto studenti, docenti e ospiti istituzionali. A rimarcare il valore educativo dell’esperienza è stata la dirigente scolastica Anna Laura Giannantonio, che ha ribadito il ruolo della scuola nell’affrontare anche le questioni più complesse del presente, offrendo strumenti culturali ed etici per tutelare la dignità della persona, in particolare negli spazi digitali.
Il percorso è stato seguito dalla docente Serenella Sforza, che ha sottolineato come il progetto abbia favorito una crescita significativa degli studenti, stimolandoli a riflettere sulle conseguenze reali delle azioni online e sull’uso consapevole delle tecnologie. La classe si è trasformata così in un laboratorio di dialogo e responsabilità condivisa.
Alla proiezione hanno partecipato anche alunni delle scuole medie del territorio, coinvolti in un’esperienza pensata in chiave preventiva e orientata alla continuità educativa. Un segnale di apertura che rafforza il legame tra scuola e comunità. Sul valore civico dell’iniziativa è intervenuto l’assessore comunale alla Sicurezza Claudio Tringali, che ha evidenziato il ruolo degli istituti scolastici come presidi fondamentali di legalità, capaci di affiancare le istituzioni nel contrasto ai fenomeni di violenza, soprattutto quelli che si sviluppano nel mondo digitale. Presente anche la docente Anna Rita Franco, referente per la legalità del liceo.

