Scuola, via libera al nuovo assetto regionale: 23 accorpamenti in Campania, solo quattro nel Salernitano
La Regione Campania ha approvato in via definitiva il piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2026/2027, chiudendo una fase articolata di interlocuzione istituzionale e recependo le linee guida fissate a livello nazionale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il provvedimento ridisegna l’organizzazione delle autonomie scolastiche senza prevedere la chiusura di edifici o sedi didattiche, ma intervenendo esclusivamente sul piano amministrativo. Nel complesso sono ventitré gli accorpamenti programmati, distribuiti tra le province di Salerno, Napoli, Caserta, Avellino e Benevento.
Scuola, via libera al nuovo assetto regionale
La scelta consente alla Campania di adeguarsi ai parametri stabiliti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, scongiurando il rischio di commissariamento e garantendo continuità nella gestione del sistema scolastico regionale. Il principio cardine resta quello indicato dal Governo: mantenere inalterata la presenza delle scuole sui territori, razionalizzando esclusivamente il numero delle autonomie dirigenziali per renderle sostenibili nel medio periodo.
Il percorso che ha portato all’approvazione del piano è stato segnato da un confronto serrato tra Regione e amministrazione centrale. Il ministro Giuseppe Valditara ha più volte richiamato la necessità di rispettare i criteri nazionali sul dimensionamento, ritenuti indispensabili per assicurare uniformità e pari diritti agli studenti su tutto il territorio nazionale. Con il via libera regionale si archivia una fase di incertezza e si pongono le basi per una programmazione ordinata del prossimo anno scolastico.
Nel Salernitano il piano ha assunto una rilevanza particolare, concentrando l’attenzione di comunità scolastiche e famiglie. Il caso più emblematico è quello dell’istituto superiore Santa Caterina da Siena-Amendola di Salerno, inizialmente destinato a una redistribuzione degli indirizzi tra altre scuole cittadine. Dopo settimane di mobilitazione da parte di studenti, genitori e residenti dei quartieri Mercatello e Mariconda, la Regione ha accolto una soluzione alternativa: l’accorpamento con l’Istituto Nautico Giovanni XXIII di Torrione. Dall’unione nasce un nuovo polo formativo legato alle attività marittime, portuali e turistiche, in grado di mantenere l’autonomia scolastica e di preservare l’offerta didattica esistente.
Sempre in provincia di Salerno il dimensionamento interviene anche sul primo ciclo. A Sarno viene istituito un nuovo istituto comprensivo dall’unione tra il secondo circolo e l’istituto Amendola. A Eboli prende forma un comprensivo unico dall’accorpamento tra il primo circolo e l’istituto Matteo Ripa. Ad Angri il piano ridisegna in modo più ampio la rete scolastica: nasce un nuovo istituto comprensivo dall’unificazione delle due scuole medie, con la redistribuzione dei plessi dell’infanzia e della primaria tra le altre autonomie cittadine.
Nel resto della Campania il quadro segue la stessa impostazione. A Napoli sono previsti diversi accorpamenti tra circoli didattici e istituti comprensivi, mentre nel Casertano viene istituito un nuovo istituto superiore dall’unione tra il tecnico Ferraris e il Mattei, oltre a interventi nel primo ciclo tra Capua, Vitulazio, Bellona, Casapesenna e San Cipriano d’Aversa. In Irpinia sono interessati Avellino e Ariano Irpino, con una distinzione più netta tra indirizzi tecnici e liceali. Nel Sannio, infine, nasce un nuovo istituto comprensivo dall’unificazione delle scuole di Moscati e Sant’Angelo a Sasso.

