La sede del Centro Scout Angri 2 è stata presa di mira da ignoti nella notte tra mercoledì e giovedì, con pareti imbrattate e arredi danneggiati. La struttura, situata nel cuore della città tra via della Repubblica e via Francesco Saverio Caiazzo, ospita da decenni le attività di lupetti, coccinelle, esploratori e guide, offrendo un punto di aggregazione sociale per oltre un centinaio di iscritti come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Vandali devastano la sede degli scout ad Angri
Secondo le prime ricostruzioni, i vandali si sono introdotti all’interno del centro, danneggiando suppellettili e oggetti, pur non sottraendo denaro né beni di valore. L’allarme è stato immediatamente raccolto dalla polizia locale e dai carabinieri, giunti sul posto per i rilievi. L’episodio ha suscitato forte indignazione tra i cittadini, vista la rilevanza storica del gruppo scout, attivo ad Angri da circa cinquant’anni sotto la guida del sacerdote don Luigi La Mura.Il gesto, probabilmente opera di balordi o soggetti senza scrupoli, segue altri episodi di microcriminalità che da tempo interessano il territorio cittadino, sia in centro sia in periferia, alimentando un diffuso senso di insicurezza. La struttura, pur protetta da recinzione e cancello, è priva di un sistema di videosorveglianza notturna, elemento che avrebbe potuto scoraggiare l’intrusione.
La comunità locale si è mobilitata con messaggi di solidarietà sui social network, sottolineando l’importanza del gruppo scout come realtà educativa e sociale per i più giovani. Nonostante i danni non siano di grande entità, l’atto vandalico ha lasciato amarezza tra gli attivisti e le famiglie coinvolte, richiamando alla memoria l’incendio che anni fa aveva colpito la stessa sede.
I lavori di riparazione interesseranno porte, finestre e pareti, e si prevede il ricorso a una raccolta fondi tra iscritti e sostenitori per reperire rapidamente le risorse necessarie. L’episodio evidenzia la necessità di misure preventive aggiuntive per tutelare luoghi di valore sociale e culturale, così come sottolineato dalle forze dell’ordine e dal prefetto di Salerno, già informato dei recenti atti di microcriminalità in città

