Approda in Commissione Bilancio del Comune di Eboli una proposta destinata ad aprire un ampio confronto politico e amministrativo, con potenziali ricadute dirette sui cittadini. Al centro dell’iniziativa vi è la possibilità di introdurre una definizione agevolata per i debiti relativi a Tari, Imu e alle sanzioni comminate dalla Polizia Municipale, nel rispetto del quadro normativo vigente e delle indicazioni fornite a livello nazionale.
Eboli, rottamazione di Tari, Imu e multe: la proposta
La proposta è stata presentata dal presidente della Commissione Bilancio e capogruppo di Eboli Domani, Adolfo Lavorgna, insieme ai consiglieri comunali Cesare Moscariello e Mariarosaria Pierro. L’iniziativa è sostenuta anche dal vicesindaco Gianmaria Sgritta, che detiene la delega al Bilancio. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire uno strumento di alleggerimento per i contribuenti in difficoltà, senza compromettere l’equilibrio finanziario dell’ente.Lavorgna ha chiarito fin da subito i limiti entro cui l’operazione può essere condotta. I Comuni, ha spiegato, non hanno alcuna facoltà di intervenire sui debiti fiscali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che restano esclusi da qualsiasi forma di rottamazione decisa a livello locale. Di conseguenza, non è possibile estendere ai tributi comunali le misure previste dalla cosiddetta quinta sanatoria nazionale. Diverso, invece, il discorso per i tributi e le entrate di diretta competenza dell’ente.
Secondo quanto illustrato in Commissione, le amministrazioni comunali dispongono di autonomia regolamentare su Imu, Tari e su alcune tariffe relative ai servizi comunali, come asili nido e mense scolastiche. Tale possibilità è subordinata a una condizione essenziale: la salvaguardia integrale della quota capitale del debito. Le eventuali agevolazioni, ha ribadito Lavorgna, possono riguardare esclusivamente interessi e sanzioni, evitando così ripercussioni negative sulla solidità dei conti pubblici.
Un ruolo centrale nel percorso di valutazione sarà svolto dai revisori dei conti, chiamati a verificare che l’operazione non alteri gli equilibri di bilancio del Comune. A supporto delle decisioni politiche e tecniche, potrà essere predisposta una relazione tecnica interna, finalizzata a stimare il numero potenziale di adesioni, le somme recuperabili e l’impatto complessivo sull’assetto finanziario dell’ente.
Le linee guida di riferimento sono state fornite dall’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci, che ha diffuso una nota operativa corredata da uno schema tipo di regolamento. Sarà proprio la delibera comunale a rappresentare il passaggio decisivo per l’eventuale avvio delle definizioni agevolate a livello locale. L’Ifel, tuttavia, ha precisato che i regolamenti comunali non possono in alcun modo imporre obblighi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ribadendo il confine tra competenze statali e autonomie locali.

