Si è concluso con una sentenza di grande rilievo il processo Kamaraton, che ha portato alla luce anni di cattiva gestione amministrativa e presunte infiltrazioni camorristiche nel Comune di Camerota. Il Tribunale di Vallo della Lucania, in composizione collegiale, si è riunito presso l’aula bunker della Casa circondariale "A. Caputo" di Salerno. La corte, presieduta da Mauro Tringali e composta dai giudici Benedetta Rossella Setta e Domenico Valerio Ragucci, ha emesso verdetti che segnano un punto fermo in una vicenda giudiziaria complessa come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Processo Kamaraton, arrivano condanne e assoluzioni
Il processo, basato su un’inchiesta avviata nel 2019 con intercettazioni telefoniche e ambientali, ha coinvolto 44 imputati tra ex amministratori comunali, dirigenti e consulenti. Le condanne più severe hanno colpito gli ex vertici dell’amministrazione comunale:- Antonio Romano, ex sindaco, è stato condannato a 13 anni e 5 mesi, con interdizione perpetua dai pubblici uffici (superando la richiesta di 11 anni e 3 mesi).
- Antonio Troccoli, ex sindaco e direttore generale, ha ricevuto una pena di 12 anni e 10 mesi, con interdizione perpetua dai pubblici uffici.
- Rosario Abbate, ex assessore, ha subito la condanna più dura: 14 anni e 10 giorni, con interdizione perpetua dai pubblici uffici.
- Ciro Troccoli, figlio di Antonio e assessore, è stato condannato a 6 anni e 3 mesi.
- Fernando Cammarano, responsabile di settore, a 6 anni.
- Michele Del Duca, ex vicesindaco, a 1 anno e 8 mesi.
- Antonio Ciociano, ex comandante della polizia municipale, a 3 anni e 5 mesi, con interdizione di 5 anni.

