Un presidio di due ore ha raccolto lavoratori dell'Ex Ilva e rappresentanti sindacali, impegnati a sottolineare l'importanza di mantenere sicurezza, trasparenza e prospettive produttive per lo stabilimento. Lo riporta SalernoToday.
Il presidio è durato due ore, coinvolgendo lavoratori e rappresentanti sindacali che hanno ribadito la necessità di assicurare sicurezza, trasparenza e prospettive produttive allo stabilimento salernitano, che impiega 40 persone e si trova in una fase di profonda incertezza, simile ad altri siti nell’area a freddo. Con la chiusura dell’area di Taranto, lo stabilimento di Salerno, specializzato in produzione di tubi e profilati, si trova al suo minimo storico per quanto riguarda la produzione. La decisione della Corte d’Appello di Milano impone la chiusura dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni a causa degli impianti considerati inquinanti. Durante l’assemblea è stato fornito un aggiornamento sull’incontro aziendale del 24 luglio, che non ha però dissipato i dubbi dei lavoratori. Un diffuso scetticismo persiste circa le motivazioni dell’azienda sulla vendita delle materie prime, considerata poco chiara e potenzialmente rischiosa per la continuità produttiva. A Salerno, l’assemblea dei lavoratori ha deciso di avviare la mobilitazione con un presidio, parallelamente al tavolo nazionale. La posizione dei lavoratori è risoluta: non accetteranno decisioni che compromettano definitivamente il futuro occupazionale dell’intero gruppo industriale. Il timore più urgente per i 40 lavoratori dello stabilimento è che gli impianti vengano chiusi senza un piano alternativo solido.
Ex Ilva, lavoratori e sindacati in mobilitazione a Salerno in attesa delle decisioni del Governo
La mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento di Adiforma a Salerno, parte del gruppo ex Ilva, ha preso slancio con un presidio‑assemblea tenuto ieri mattina martedì 4 agosto davanti ai cancelli dell’azienda. Questa iniziativa ha coinciso con il primo tavolo tecnico nazionale convocato a Roma sul futuro del gruppo.Il presidio è durato due ore, coinvolgendo lavoratori e rappresentanti sindacali che hanno ribadito la necessità di assicurare sicurezza, trasparenza e prospettive produttive allo stabilimento salernitano, che impiega 40 persone e si trova in una fase di profonda incertezza, simile ad altri siti nell’area a freddo. Con la chiusura dell’area di Taranto, lo stabilimento di Salerno, specializzato in produzione di tubi e profilati, si trova al suo minimo storico per quanto riguarda la produzione. La decisione della Corte d’Appello di Milano impone la chiusura dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni a causa degli impianti considerati inquinanti. Durante l’assemblea è stato fornito un aggiornamento sull’incontro aziendale del 24 luglio, che non ha però dissipato i dubbi dei lavoratori. Un diffuso scetticismo persiste circa le motivazioni dell’azienda sulla vendita delle materie prime, considerata poco chiara e potenzialmente rischiosa per la continuità produttiva. A Salerno, l’assemblea dei lavoratori ha deciso di avviare la mobilitazione con un presidio, parallelamente al tavolo nazionale. La posizione dei lavoratori è risoluta: non accetteranno decisioni che compromettano definitivamente il futuro occupazionale dell’intero gruppo industriale. Il timore più urgente per i 40 lavoratori dello stabilimento è che gli impianti vengano chiusi senza un piano alternativo solido.

