"Preferisco la donna senza gonna": la frase di Vannacci fa tremare la politica, bufera e attacchi dalle opposizioni

Un nuovo polverone politico travolge il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, dopo le recenti dichiarazioni rilasciate ai microfoni della trasmissione Start su Sky TG24. Intervenendo sul dibattito scaturito attorno alle parole del ministro e vicepremier Antonio Tajani, l'eurodeputato ha utilizzato un'esternazione che ha immediatamente provocato durissime reazioni: «Tra una donna con la gonna lunga e una donna con la gonna corta, io una donna la preferisco sempre senza gonna».
"Preferisco la donna senza gonna": la frase di Vannacci fa tremare la politica
L'uscita ha riacceso i riflettori anche sulle sue passate posizioni in merito alle classi differenziate nella scuola, provocando una levata di scudi trasversale da parte di diverse forze di opposizione.
Le risposte del mondo politico non si sono fatte attendere, a partire dall'esponente di Italia Viva, Maria Elena Boschi, che ha attaccato frontalmente le tesi del generale: «Da Vannacci arrivano affermazioni sbagliate e offensive. Le persone con disabilità non sono 'sfortunate' da compatire e non hanno bisogno di essere separate dagli altri. Hanno diritto a studiare, crescere e vivere insieme agli altri, con tutto il sostegno necessario perché quell'inclusione sia reale. L'Italia ha superato le classi speciali da 50 anni per costruire un modello di scuola inclusiva. Non sarà Vannacci a farci tornare indietro. Il problema non sono i ragazzi con disabilità nelle nostre classi. Il problema è una politica che nel 2026 pensa ancora che la diversità vada tenuta a distanza. Vannacci chieda scusa alle famiglie e agli insegnanti che lavorano ogni giorno per una scuola per tutte e tutti».
Toni sferzanti sono arrivati anche dall'alleanza Verdi-Sinistra con Elisabetta Piccolotti, che ha stigmatizzato l'ultima battuta sulle donne: «L'imminente sconfitta elettorale sta mandando fuori di testa gli uomini del centro-destra. Ogni giorno regrediscono un poco: Tajani è tornato negli anni '50, Valditara - con i suoi divieti di educazione sessuale - al Medioevo e ora abbiamo anche Vannacci che sta regredendo fino allo stato animale. Starebbero bene a fare le comparse in un parco a tema o in un circo, ci porterei volentieri mio figlio per fargli vedere quanta pena faceva una parte degli uomini prima che le donne si liberassero grazie al femminismo». Sulla stessa linea di condanna, seppur con un commento più lapidario, il deputato Luigi Marattin, segretario del partito liberaldemocratico, che ha liquidato l'episodio a margine di un appuntamento pubblico: «Ha detto veramente così? Si vede che gli piacciono con i pantaloni, dopodiché abbiamo di meglio a cui pensare».


