A Marina di Pastena i residenti si mobilitano contro il progetto di ampliamento del porticciolo in un polo nautico da 450 posti barca. Comitati e cittadini discutono strategie per salvaguardare il borgo storico e le aree pubbliche. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Marina di Pastena: i cittadini si oppongono al nuovo porto turistico da 450 posti barca
A pochi giorni dall’avvio del dibattito sul masterplan dell’Autorità portuale per il porto commerciale, la società Polo Nautico ha recentemente presentato al Ministero l’istanza per l’avvio della Valutazione di Impatto Ambientale, ai sensi dell’art. 23 del D.Lgs. 152/2006, relativa al progetto “Porto Turistico Marina di Pastena” sul lungomare Colombo. L’iniziativa, discussa da anni, torna al centro delle polemiche tra residenti e comitati locali, che si ritroveranno domenica 1 marzo alle 12 al porticciolo per definire le strategie da adottare contro il piano.
Mobilitazione cittadina
I cittadini hanno sessanta giorni per presentare osservazioni, ma i comitati hanno scelto di incontrarsi per confrontarsi sulle azioni possibili. Il progetto prevede l’ampliamento e la sostituzione del porticciolo esistente, con la realizzazione di nuove strutture turistiche e servizi commerciali legati alla nautica. Il borgo dei pescatori rischia così di trasformarsi in un “Marina Urbano” con una capacità di circa 450 posti barca.
Tra le opere previste, pontili galleggianti, area tecnica con scalo di alaggio, travel-lift e stazione di rifornimento. Il piano include interventi per la sicurezza del litorale, un lungomare con pergolati e una piazza con 1.095 posti auto (370 box privati e 725 posti a rotazione). Inoltre, è previsto un percorso pedonale sopraelevato lungo il molo di sopraflutto, un albergo e cottage in stile pagoda con piscine di acqua di mare.
Dalle prime valutazioni, non emergono vincoli ambientali: il sito non ricade in aree di interesse comunitario né in zone a protezione speciale. Tuttavia, l’istanza ha acceso le preoccupazioni di numerosi residenti, che su Facebook hanno espresso le loro ragioni. Gli attivisti del comitato “Giù le mani dal Porticciolo” chiariscono di non opporsi alla valorizzazione del borgo, ma di voler preservare l’identità e la fruibilità del porto, opponendosi a un eccesso di cemento che ne snaturerebbe l’originalità.
«Ogni volta che si ipotizza un porto turistico a Pastena, cittadini e comitati reagiscono per difendere il territorio e proporre alternative rispettose della comunità. Non vogliamo cemento al posto delle spiagge pubbliche, ma un Porticciolo curato, sicuro e accessibile a tutti», scrivono.
Il contesto istituzionale
La famiglia Ilardi, proprietaria del Polo Nautico, al momento non commenta le polemiche; il progetto è seguito da Angelo Ilardi, ingegnere e amministratore delegato. La vicenda risale al 2003, con la firma di un protocollo d’intesa tra Regione Campania, Comune di Salerno e Autorità portuale per lo sviluppo della portualità turistica e del trasporto marittimo. L’accordo elencava diversi porti turistici da realizzare o ampliare, tra cui il porto Masuccio Salernitano, S. Teresa, Pastena e Arechi.

