La battaglia per il futuro del litorale orientale di Salerno entra nel vivo della campagna elettorale.
Il comitato «Giù le mani dal porticciolo», forte di una petizione che ha già superato le duemila firme, ha lanciato un ultimatum a tutti gli aspiranti primi cittadini: esigere una posizione pubblica inequivocabile contro il progetto Marina di Pastena come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La richiesta è netta: chiunque si candidi a governare la città deve impegnarsi formalmente a cancellare l'intervento della società Polo Nautico dagli strumenti urbanistici, a partire dal Puc, rivendicando l'autenticità di una protesta che nasce dal basso e rifiuta ogni etichetta politica o tentativo di strumentalizzazione elettorale.
Mentre la politica discute, i tecnici del comitato sono impegnati in una sfida burocratica cruciale. Entro il termine perentorio del 10 aprile 2026, dovranno essere depositate presso il Ministero dell’Ambiente le osservazioni tecniche all'istanza di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) presentata dalla società proponente. Dal fronte del dissenso filtrano già le prime indiscrezioni su "gravi lacune" e criticità documentate che metterebbero a rischio la sostenibilità dell'intero piano. Di contro, Ilardi sostiene che, una volta chiarita la natura pubblica delle nuove aree, centinaia di cittadini avrebbero già espresso il proprio sostegno all'intervento, parlando di firme di opposizione "estorte con l'inganno" attraverso notizie false.
Il comitato «Giù le mani dal porticciolo», forte di una petizione che ha già superato le duemila firme, ha lanciato un ultimatum a tutti gli aspiranti primi cittadini: esigere una posizione pubblica inequivocabile contro il progetto Marina di Pastena come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La richiesta è netta: chiunque si candidi a governare la città deve impegnarsi formalmente a cancellare l'intervento della società Polo Nautico dagli strumenti urbanistici, a partire dal Puc, rivendicando l'autenticità di una protesta che nasce dal basso e rifiuta ogni etichetta politica o tentativo di strumentalizzazione elettorale.
Porticciolo di Pastena, scontro totale
Il clima si è surriscaldato a seguito delle dichiarazioni di Antonio Ilardi, presidente del Cda del Polo Nautico, che ha definito il progetto come un'opportunità di riqualificazione, accusando alcuni promotori della protesta di occupare abusivamente aree demaniali. Il comitato ha rispedito le accuse al mittente, definendole un tentativo di delegittimare il dissenso attraverso attacchi personali pretestuosi. Secondo i cittadini, l'opera sarebbe eccessivamente invasiva, colpevole di cancellare gli storici spazi di fruizione pubblica e di ignorare il genius loci del quartiere, imponendo una visione che non risponde ai reali bisogni della comunità locale.Mentre la politica discute, i tecnici del comitato sono impegnati in una sfida burocratica cruciale. Entro il termine perentorio del 10 aprile 2026, dovranno essere depositate presso il Ministero dell’Ambiente le osservazioni tecniche all'istanza di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) presentata dalla società proponente. Dal fronte del dissenso filtrano già le prime indiscrezioni su "gravi lacune" e criticità documentate che metterebbero a rischio la sostenibilità dell'intero piano. Di contro, Ilardi sostiene che, una volta chiarita la natura pubblica delle nuove aree, centinaia di cittadini avrebbero già espresso il proprio sostegno all'intervento, parlando di firme di opposizione "estorte con l'inganno" attraverso notizie false.

