Nel 2025 la pressione fiscale raggiunge livelli record in Italia attestandosi al 43,1% del Pil, dato mai così alto da 11 anni. Picco del 51,4% nel quarto trimestre.
Contestualmente, sono diminuiti sia il reddito disponibile che il potere d'acquisto delle famiglie. Nel quarto trimestre del 2025, il reddito disponibile è calato dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre il potere d’acquisto è sceso dello 0,8%. Nonostante ciò, i consumi hanno mostrato una leggera crescita dello 0,5%, anche se la propensione al risparmio ha subito un decremento significativo, attestandosi al 7,8%, con una riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Sul fronte della finanza pubblica, le Amministrazioni italiane hanno registrato nel 2025 un rapporto deficit-PIL pari al -3,1%, in leggero miglioramento rispetto al -3,4% del 2024. Secondo l’Istat, tale risultato è in linea con i dati comunicati a Eurostat alla fine di marzo. Sempre nel corso dell’anno, il saldo primario (ovvero il saldo delle amministrazioni pubbliche al netto degli interessi sul debito) è risultato positivo e pari allo 0,8% del PIL, in crescita rispetto allo 0,5% del 2024. Anche il saldo corrente ha mostrato un miglioramento, passando dall’1,6% del PIL nel 2024 al 2,2% nel 2025.
Prendendo come riferimento il quarto trimestre del 2025, il rapporto tra il saldo del conto delle Amministrazioni pubbliche e il PIL si è attestato all'1,4%, evidenziando un miglioramento rispetto allo 0,6% dello stesso trimestre dell'anno precedente. Il saldo primario è risultato positivo al 5,1% del PIL (contro il 4,4% del quarto trimestre del 2024), mentre il saldo corrente ha raggiunto il 6,9% del PIL (rispetto al 6,1% del quarto trimestre dell'anno precedente).
Questi dati evidenziano una crescita della pressione fiscale e un progressivo miglioramento dei conti pubblici sul fronte dei saldi primari e corrente, ma mettono in luce anche una situazione di difficoltà per le famiglie italiane, che vedono ridursi la capacità di risparmio e il potere d'acquisto.
Istat, nel 2025 pressione fiscale a livelli record: 43,1% del Pil
Nel 2025, la pressione fiscale in Italia raggiunge livelli record, attestandosi al 43,1% del PIL, un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,4% registrato nel 2024. Secondo i dati diffusi dall'Istat, questo valore rappresenta il livello più alto degli ultimi undici anni: per trovare cifre comparabili bisogna risalire al 2014, anno in cui la pressione si attestava sempre al 43,1%. Nel quarto trimestre del 2025, il dato ha segnato una crescita ulteriore, raggiungendo il 51,4%, con un aumento di 0,8 punti rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Questo picco trimestrale non si registrava dal 2014, quando toccò il 52,2%.Contestualmente, sono diminuiti sia il reddito disponibile che il potere d'acquisto delle famiglie. Nel quarto trimestre del 2025, il reddito disponibile è calato dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre il potere d’acquisto è sceso dello 0,8%. Nonostante ciò, i consumi hanno mostrato una leggera crescita dello 0,5%, anche se la propensione al risparmio ha subito un decremento significativo, attestandosi al 7,8%, con una riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Sul fronte della finanza pubblica, le Amministrazioni italiane hanno registrato nel 2025 un rapporto deficit-PIL pari al -3,1%, in leggero miglioramento rispetto al -3,4% del 2024. Secondo l’Istat, tale risultato è in linea con i dati comunicati a Eurostat alla fine di marzo. Sempre nel corso dell’anno, il saldo primario (ovvero il saldo delle amministrazioni pubbliche al netto degli interessi sul debito) è risultato positivo e pari allo 0,8% del PIL, in crescita rispetto allo 0,5% del 2024. Anche il saldo corrente ha mostrato un miglioramento, passando dall’1,6% del PIL nel 2024 al 2,2% nel 2025.
Prendendo come riferimento il quarto trimestre del 2025, il rapporto tra il saldo del conto delle Amministrazioni pubbliche e il PIL si è attestato all'1,4%, evidenziando un miglioramento rispetto allo 0,6% dello stesso trimestre dell'anno precedente. Il saldo primario è risultato positivo al 5,1% del PIL (contro il 4,4% del quarto trimestre del 2024), mentre il saldo corrente ha raggiunto il 6,9% del PIL (rispetto al 6,1% del quarto trimestre dell'anno precedente).
Questi dati evidenziano una crescita della pressione fiscale e un progressivo miglioramento dei conti pubblici sul fronte dei saldi primari e corrente, ma mettono in luce anche una situazione di difficoltà per le famiglie italiane, che vedono ridursi la capacità di risparmio e il potere d'acquisto.

