Intervento diretto nel dibattito sul progetto del porto turistico a Pastena da parte di Antonio Ilardi, presidente del consiglio di amministrazione del Polo Nautico, che rompe il silenzio dopo settimane di polemiche e contestazioni. In un lungo messaggio pubblico, Ilardi contesta duramente le critiche rivolte all’iniziativa, definendo il confronto “offensivo e basato su informazioni distorte”.
Ilardi ribalta inoltre le accuse, sostenendo che parte delle proteste sarebbe riconducibile a soggetti che occuperebbero abusivamente aree demaniali nella zona del porticciolo, con realizzazione di volumi non autorizzati e trasformazioni edilizie irregolari. In questo contesto, il presidente del Polo Nautico parla di una mobilitazione alimentata anche da interessi privati e posizioni non aderenti alla realtà dei fatti.
Nel merito del progetto, viene ribadito che l’opera ha completato un lungo iter amministrativo durato oltre un decennio, ottenendo pareri favorevoli e autorizzazioni. La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, attualmente in corso, viene descritta come un passaggio tecnico dovuto alla scadenza dei precedenti atti. Inoltre, secondo quanto riportato, tutti i ricorsi presentati contro l’intervento sarebbero stati respinti, inclusi quelli esaminati a livello istituzionale nazionale.
Il progetto del porto viene qualificato come opera pubblica realizzata con capitali privati, destinata a diventare patrimonio demaniale. Tra gli elementi evidenziati, la creazione di oltre 33mila metri quadrati di spazi pubblici, con una nuova piazza sul mare, un lungomare e una passeggiata panoramica. Previsti anche parcheggi per oltre mille posti, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione veicolare nel quartiere.
Tra i punti centrali della replica, anche la questione ambientale e paesaggistica: Ilardi esclude impatti negativi sull’arenile e sull’accessibilità delle aree, sostenendo che l’intervento garantirebbe la fruizione pubblica degli spazi e non determinerebbe barriere visive o strutturali rispetto alle abitazioni esistenti.
Ampio spazio viene dedicato al ruolo già svolto dal Polo Nautico nello sviluppo della zona orientale di Salerno. Secondo quanto dichiarato, la struttura ricettiva realizzata oltre venticinque anni fa avrebbe contribuito alla crescita turistica del quartiere, favorendo l’apertura di attività commerciali e ricettive, oltre alla creazione di occupazione stabile.
Sul piano economico, Ilardi sottolinea il contributo fiscale garantito negli anni alla collettività, tra imposte e oneri concessori. Viene inoltre rivendicata la realizzazione di infrastrutture a beneficio pubblico, tra cui un parcheggio sul litorale.
Guardando alle prospettive, il progetto del porto viene descritto come un’infrastruttura strategica in grado di generare sviluppo turistico, occupazione e valorizzazione urbana. Tra i benefici indicati, anche la protezione del litorale dalle mareggiate e il potenziamento dei collegamenti via mare, con ricadute sull’accessibilità della Costiera Amalfitana.
In conclusione, Ilardi definisce l’intervento una possibile “svolta storica” per l’area orientale della città, pur riconoscendo le criticità legate alla complessità dell’opera e alla necessità di reperire risorse finanziarie. Il messaggio si chiude con un richiamo alla responsabilità collettiva nelle scelte future, indicando nello sviluppo economico e turistico una delle direttrici decisive per il territorio.
Porto di Pastena, replica di Antonio Ilardi: “False accuse e attacchi personali"
Nel documento, l’imprenditore segnala come negli ultimi giorni il proprio nome e quello della sua famiglia siano stati associati a definizioni ritenute diffamatorie, respingendo in particolare l’accusa di abusivismo. Secondo quanto dichiarato, nessun intervento sarebbe stato avviato e, dunque, non sussisterebbero i presupposti per ipotizzare irregolarità.Ilardi ribalta inoltre le accuse, sostenendo che parte delle proteste sarebbe riconducibile a soggetti che occuperebbero abusivamente aree demaniali nella zona del porticciolo, con realizzazione di volumi non autorizzati e trasformazioni edilizie irregolari. In questo contesto, il presidente del Polo Nautico parla di una mobilitazione alimentata anche da interessi privati e posizioni non aderenti alla realtà dei fatti.
Nel merito del progetto, viene ribadito che l’opera ha completato un lungo iter amministrativo durato oltre un decennio, ottenendo pareri favorevoli e autorizzazioni. La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, attualmente in corso, viene descritta come un passaggio tecnico dovuto alla scadenza dei precedenti atti. Inoltre, secondo quanto riportato, tutti i ricorsi presentati contro l’intervento sarebbero stati respinti, inclusi quelli esaminati a livello istituzionale nazionale.
Il progetto del porto viene qualificato come opera pubblica realizzata con capitali privati, destinata a diventare patrimonio demaniale. Tra gli elementi evidenziati, la creazione di oltre 33mila metri quadrati di spazi pubblici, con una nuova piazza sul mare, un lungomare e una passeggiata panoramica. Previsti anche parcheggi per oltre mille posti, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione veicolare nel quartiere.
Tra i punti centrali della replica, anche la questione ambientale e paesaggistica: Ilardi esclude impatti negativi sull’arenile e sull’accessibilità delle aree, sostenendo che l’intervento garantirebbe la fruizione pubblica degli spazi e non determinerebbe barriere visive o strutturali rispetto alle abitazioni esistenti.
Ampio spazio viene dedicato al ruolo già svolto dal Polo Nautico nello sviluppo della zona orientale di Salerno. Secondo quanto dichiarato, la struttura ricettiva realizzata oltre venticinque anni fa avrebbe contribuito alla crescita turistica del quartiere, favorendo l’apertura di attività commerciali e ricettive, oltre alla creazione di occupazione stabile.
Sul piano economico, Ilardi sottolinea il contributo fiscale garantito negli anni alla collettività, tra imposte e oneri concessori. Viene inoltre rivendicata la realizzazione di infrastrutture a beneficio pubblico, tra cui un parcheggio sul litorale.
Guardando alle prospettive, il progetto del porto viene descritto come un’infrastruttura strategica in grado di generare sviluppo turistico, occupazione e valorizzazione urbana. Tra i benefici indicati, anche la protezione del litorale dalle mareggiate e il potenziamento dei collegamenti via mare, con ricadute sull’accessibilità della Costiera Amalfitana.
In conclusione, Ilardi definisce l’intervento una possibile “svolta storica” per l’area orientale della città, pur riconoscendo le criticità legate alla complessità dell’opera e alla necessità di reperire risorse finanziarie. Il messaggio si chiude con un richiamo alla responsabilità collettiva nelle scelte future, indicando nello sviluppo economico e turistico una delle direttrici decisive per il territorio.

