Cronaca

"Polo della Carità" a Battipaglia: proseguono i lavori da 4 milioni di euro nel bene confiscato alla camorra

L’ex sindaca Cecilia Francese torna nel cantiere e lancia la stoccata: «Hanno fermato me, ma non le opere»

Martina Francione
"Polo della Carità" a Battipaglia: proseguono i lavori da 4 milioni di euro nel bene confiscato alla camorra
Un immobile sottratto alla criminalità organizzata che diventerà un punto di riferimento per le persone in difficoltà, con dormitori, una mensa, ambulatori medici e alloggi temporanei. A Battipaglia proseguono i lavori per la realizzazione del Polo della Carità nell'ex Materassificio di via Catania, un intervento finanziato con quattro milioni di euro provenienti dal PNRR. A tornare sul cantiere è stata l'ex sindaca Cecilia Francese, che ha documentato lo stato di avanzamento delle opere e rivendicato il ruolo della propria amministrazione nell'ottenimento delle risorse.

"Polo della Carità" a Battipaglia: proseguono i lavori da 4 milioni di euro nel bene confiscato alla camorra

Un'area di circa 2.500 metri quadrati, in passato caratterizzata da abbandono e accumulo di rifiuti, destinata a ospitare una struttura dedicata all'assistenza sociale e al sostegno delle fasce più fragili della popolazione.

È questo l'obiettivo del progetto di riqualificazione dell'ex Materassificio di via Catania, immobile confiscato alla camorra e interessato da un intervento di recupero finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

A illustrare i progressi del cantiere è Cecilia Francese, che attraverso un intervento sui social ha annunciato l'avvio delle prove di pitturazione, spiegando che le lavorazioni proseguiranno nelle prossime settimane. Secondo quanto riferito dall'ex prima cittadina, si tratta di un progetto particolarmente significativo anche a livello nazionale, essendo uno dei dodici interventi di questa tipologia che avrebbero ottenuto il finanziamento.

Cosa prevede il progetto

Il futuro Polo della Carità sarà destinato ad accogliere persone che attraversano situazioni di disagio economico, abitativo e sociale. La struttura comprenderà dormitori per uomini e donne, una mensa, docce pubbliche e mini appartamenti destinati a chi si trova temporaneamente senza un'abitazione.

Sono inoltre previsti ambulatori medici, ambienti dedicati ai bambini e laboratori sociali, con attività rivolte anche ai giovani. Il progetto comprende l'installazione di pannelli fotovoltaici, integrando così le funzioni assistenziali con interventi destinati alla sostenibilità energetica dell'edificio.

L'obiettivo dichiarato è concentrare in un'unica struttura diversi servizi rivolti alle persone più vulnerabili, trasformando un bene confiscato alla criminalità organizzata in uno spazio utilizzato per finalità pubbliche e sociali.

Cecilia Francese torna nel cantiere: «Hanno fermato me, non le opere»

La visita dell'ex sindaca assume anche un significato politico. In un video realizzato davanti all'immobile, Francese ha spiegato le ragioni della propria presenza, sottolineando la volontà di continuare a seguire i progetti avviati durante il suo mandato.

«Che ci faccio io qui? Anche se non sono più il sindaco di questa città, da normale cittadina vado a verificare che le opere iniziate grazie alla nostra amministrazione vengano portate a termine», ha dichiarato. Francese ha ricordato l'importanza del finanziamento ottenuto e la destinazione sociale della struttura, soffermandosi soprattutto sui servizi che saranno messi a disposizione della comunità.

«Quest'opera è importantissima. Sono state solo dodici in tutta Italia le opere così finanziate. Qui verranno trasferiti la mensa, le docce pubbliche, ci saranno appartamenti provvisori per chi non ha casa, ambulatori medici e tutto ciò che può venire incontro ai bisogni della popolazione che si trova in difficoltà economica». L'ex sindaca ha quindi ribadito di voler mantenere alta l'attenzione sul completamento del cantiere, nonostante la conclusione anticipata della propria esperienza amministrativa.

Nel suo intervento Cecilia Francese non ha rinunciato a un riferimento alla fine del proprio mandato, collegandolo alla necessità di garantire continuità ai lavori pubblici già avviati. «Chi voleva fermarmi mi ha fermato, d'accordo, ma non ferma le opere che questa amministrazione ha avviato», ha affermato. «Opere che avrei dovuto terminare. Non fa niente, l'importante è che si terminino e che vengano restituite alla città, soprattutto a scopi sociali, beni confiscati alla criminalità organizzata».

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