Cronaca

Piana del Sele, tre BCC mettono a disposizione 30 milioni di euro con finanziamenti agevolati per la transizione ecologica della filiera bufalina

Alessia Benincasa
Piana del Sele, tre BCC mettono a disposizione 30 milioni di euro con finanziamenti agevolati per la transizione ecologica della filiera bufalina
Diventa operativo il programma “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, iniziativa guidata dalla Fondazione Symbola, che ha condotto uno studio sulle tecnologie e sugli interventi utili a migliorare l’efficienza, la sostenibilità e la competitività del comparto, in collaborazione con BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia.

Piana del Sele, tre BCC mettono a disposizione 30 milioni di euro con finanziamenti agevolati per la transizione ecologica della filiera bufalina

Diventa operativo il programma “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, iniziativa guidata dalla Fondazione Symbola, che ha condotto uno studio sulle tecnologie e sugli interventi utili a migliorare l’efficienza, la sostenibilità e la competitività del comparto, in collaborazione con BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia. Dall’analisi sono emerse più di 30 soluzioni in grado di agire sull’impiego di energia e acqua, sull’ottimizzazione delle attività produttive e sul recupero dei sottoprodotti.

Con l’ingresso di Copagri, che affianca Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, prende il via la promozione degli investimenti presso le imprese. A sostenerli sarà un fondo di 30 milioni di euro, predisposto dalle tre BCC operanti nella Piana del Sele con condizioni finanziarie vantaggiose. La finalità è convertire le proposte tecnologiche emerse dallo studio di Symbola in interventi effettivi, superando gli ostacoli economici che potrebbero rallentarne l’applicazione.

L’iniziativa si inserisce in un momento particolarmente delicato, nel quale il costo dell’energia pesa sui risultati delle aziende agricole e agroalimentari. Migliorare le prestazioni degli impianti, limitare gli sprechi e recuperare risorse dai sottoprodotti può favorire una riduzione delle spese di gestione e un rafforzamento della capacità competitiva. Le agevolazioni finanziarie rappresentano quindi un mezzo per favorire interventi capaci di generare vantaggi tanto sul piano economico quanto su quello ambientale.

Il progetto è stato articolato in tre fasi. La prima ha riguardato lo studio e la ricognizione delle opportunità, curati dalla Fondazione Symbola e illustrati al Senato della Repubblica. In seguito, le tre BCC della Piana del Sele hanno costituito un fondo comune da 30 milioni di euro. La terza fase, avviata adesso, coinvolge le organizzazioni agricole, chiamate a diffondere tra le imprese le possibilità offerte dalle nuove tecnologie e dagli strumenti di finanziamento, mediante appuntamenti e attività sul territorio.

La Campania e la Piana del Sele hanno le potenzialità per affermarsi come punto di riferimento nazionale nell’innovazione dell’allevamento. Nel nostro Paese sono presenti circa 435mila bufale e approssimativamente il 70% degli animali si trova in Campania; nella Piana del Sele è concentrato più di un quarto degli allevamenti della regione. Questa consistenza produttiva offre un contesto favorevole per sperimentare interventi volti a tagliare spese e consumi, accrescere il rendimento delle attività e consolidare la competitività aziendale, con soluzioni che potrebbero essere estese anche ad altri settori zootecnici.

Nato nel 2024 sotto il coordinamento della Fondazione Symbola, il progetto “Filiere sostenibili della Piana del Sele” punta a individuare strumenti tecnologici e pratiche innovative per rendere le filiere agroalimentari campane più sostenibili e competitive. Dopo una prima indagine dedicata al comparto della IV Gamma, la Fondazione ha approfondito la filiera bufalina, esaminando le attività di produzione e lavorazione del latte nell’area della Piana del Sele.

Lo studio prende in esame oltre 30 interventi riguardanti le principali voci di spesa e gli aspetti ambientali della filiera: utilizzo di energia e acqua, conduzione degli allevamenti, sistemi di raffreddamento, generazione energetica e recupero dei sottoprodotti. Tra le proposte figurano impianti di microirrigazione, riutilizzo delle risorse idriche, agrivoltaico, pompe di calore ad alto rendimento, apparecchiature di refrigerazione meno energivore, compostaggio, produzione di biogas e biometano.

Il documento “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, curato dalla Fondazione Symbola, può essere consultato sul portale web della Fondazione. All’incontro con la stampa, aperto dagli interventi di saluto di Patrizia Campagna, dirigente scolastica dell’Istituto Mattei-Fortunato, hanno preso parte Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola; Camillo Catarozzo, presidente del Consiglio di amministrazione di BCC Campania Centro; Rosario Pingaro, presidente del CdA della BCC Capaccio Paestum e Serino; Angela Pisacane, presidente di Copagri Campania; Giuseppe Tuozzo, presidente del CdA della Banca di Credito Cooperativo Magna Grecia. La presentazione del rapporto è stata affidata ad Angelica Agosta, del Comitato scientifico della Fondazione Symbola, e Giulia Casamento, della Scuola Superiore Sant’Anna.

«Il programma offre alle aziende della filiera bufalina una possibilità concreta – afferma Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola – perché unisce innovazione e disponibilità di risorse finanziarie dedicate agli investimenti. In un periodo in cui il prezzo dell’energia condiziona pesantemente i margini delle imprese, migliorare il rendimento, contenere i consumi e intervenire sui processi produttivi significa limitare l’impatto sull’ambiente e, allo stesso tempo, rafforzare la competitività aziendale. Diverse soluzioni individuate permettono infatti di ridurre i costi di gestione e utilizzare energia e risorse in maniera più razionale. C’è inoltre un altro aspetto che assume un’importanza crescente: rendere l’attività produttiva più sostenibile consente di rispondere alle richieste dei consumatori e ai criteri sempre più rigorosi adottati dalla grande distribuzione organizzata nei rapporti con i propri fornitori. Sostenibilità e competitività, dunque, non rappresentano traguardi in contrasto: spesso possono avanzare insieme».

«Attraverso questa iniziativa, le BCC dimostrano con i fatti cosa voglia dire essere istituti bancari legati al territorio – dichiara Camillo Catarozzo, presidente di BCC Campania Centro – il nostro compito non si esaurisce nel concedere finanziamenti, ma consiste anche nel favorire le condizioni necessarie affinché le aziende possano innovarsi, contenere le spese e migliorare la propria posizione sul mercato. Il fondo da 30 milioni di euro nasce da una strategia condivisa, che punta a mettere capitali e competenze a disposizione di un comparto centrale per l’economia, la produzione e l’identità della Piana del Sele e dell’intera Campania. Quando genera efficienza e valore, la sostenibilità non deve essere vista come un ostacolo, bensì come un’occasione di sviluppo. La prossima sfida sarà affiancare le imprese, affinché le proposte elaborate da Symbola si trasformino in interventi realizzati e diffusi nell’area».

«Per chi alleva animali, la sostenibilità significa innanzitutto garantire prospettive future e solidità economica alle aziende – sottolinea Angela Pisacane, presidente di Copagri Campania –. Oggi gli allevatori devono affrontare quotidianamente spese produttive in costante aumento, a cominciare da quelle relative all’energia, all’acqua e ai mangimi. Non possiamo quindi interpretare l’innovazione come un onere in più o come un traguardo teorico: dobbiamo considerarla una risorsa pratica per limitare gli sprechi, diminuire i costi e rendere le nostre attività più efficienti e competitive».

«La sostenibilità può diventare un autentico motore di crescita quando si traduce in interventi tangibili per le imprese – spiega Rosario Pingaro, presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino –. È proprio questo il principio alla base del cammino avviato con la Fondazione Symbola e gli altri soggetti della filiera: comprendere le necessità delle aziende e identificare soluzioni capaci di aumentarne l’efficienza, alleggerire le spese e generare nuovo valore. Per una BCC, sostenere questo percorso vuol dire rimanere al fianco degli imprenditori anche quando un’intuizione o una possibilità di innovazione deve trasformarsi in un investimento concreto. Il plafond da 30 milioni di euro è uno strumento che facilita questo passaggio e incoraggia l’introduzione delle soluzioni individuate attraverso la ricerca. Il comparto bufalino è strettamente connesso alla tradizione produttiva della Piana del Sele e coinvolge una rete complessa di aziende, competenze e figure professionali. Riteniamo perciò fondamentale collaborare con le organizzazioni agricole e con tutti gli attori interessati per costruire un futuro alla filiera, tenendo sempre presenti le sue componenti economiche, sociali e territoriali. Il valore del progetto risiede nella possibilità di unire le forze e trasformare le conoscenze in nuove opportunità per le imprese».

«L’avvio della fase esecutiva segna un momento determinante: le soluzioni emerse dallo studio possono adesso diventare investimenti effettivi per le aziende del comparto bufalino» – afferma Giuseppe Tuozzo, presidente della BCC Magna Grecia –. «In questo processo, l’adesione di Copagri, che si unisce alle associazioni agricole già partecipanti, costituisce un apporto significativo: estende la collaborazione, migliora la capacità di raggiungere le imprese, illustrare le opportunità disponibili e sostenerle nell’assunzione di decisioni d’investimento ponderate. Il fondo comune da 30 milioni di euro, istituito dalle tre BCC, conferma la volontà di accompagnare le aziende nell’introduzione di tecnologie che permettano di abbattere consumi e spese, rendere più efficienti le attività produttive e recuperare valore dai sottoprodotti. Questo è il compito di una banca di credito cooperativo: sostenere le imprese durante l’innovazione e contribuire a una crescita responsabile, in grado di produrre benefici economici, ambientali e sociali. La filiera bufalina costituisce una ricchezza produttiva e identitaria per la Campania; favorirne il rinnovamento significa rafforzare la competitività di tutto il territorio e promuovere un modello applicabile anche ad altri settori».
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