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Atrani, Paolo Sandulli racconta la Costiera sospesa nel tempo tra pescatori, memoria e realismo magico

Carla Castellano
Atrani, Paolo Sandulli racconta la Costiera sospesa nel tempo tra pescatori, memoria e realismo magico

La Costiera Amalfitana osservata lontano dalla velocità del turismo contemporaneo, riportata a un tempo fatto di pescatori, reti distese sulla spiaggia, case bianche e vite quotidiane. È questo il mondo che Paolo Sandulli porta ad Atrani attraverso le opere esposte al Museo “Matteo Di Lieto”, negli spazi di Palazzo Picchirillo, nell’ambito della mostra “Dipinti”.

Avellinese di nascita ma da tempo legato a Positano, Sandulli presenta quattro grandi tele che non si limitano a rappresentare altrettante scene: ogni quadro diventa il punto di partenza per ricostruire storie, memorie e suggestioni legate alla Costiera di un tempo.

La Positano dei pescatori torna nelle tele di Sandulli

Uno dei riferimenti centrali del percorso artistico conduce alla Positano degli anni Cinquanta, quando il paese iniziava ad attrarre artisti, intellettuali e personalità internazionali ma conservava ancora un rapporto profondo con la vita dei pescatori.

Tra le figure che hanno segnato l’immaginario dell’artista c’è Michele Theile, positanese figlio di esuli tedeschi di origine ebraica. Theile aveva realizzato alcune scene di pesca sulla volta di una sala dell’osteria “O’ Caporale”.

Sandulli aveva conosciuto quell’opera da giovane e ne aveva conservato il ricordo. Dopo aver scoperto che il dipinto non esisteva più, ne ha recuperato una traccia attraverso la riproduzione presente su un vecchio menù, utilizzandola come punto di partenza per una personale reinterpretazione.

Reti, pescato, volti dalle geometrie marcate e abitazioni bianche tornano così sulla tela attraverso colori più morbidi e tonalità pastello, in un linguaggio che richiama atmosfere del Novecento italiano e suggestioni vicine al realismo magico.

Atrani, Escher e le architetture della Costiera

Un altro elemento importante è rappresentato dall’architettura stessa di Atrani e della Costiera.

Scale che si incrociano, volumi sovrapposti, cupole, terrazze, torri e costruzioni aggrappate alla montagna diventano parte di un paesaggio quasi fuori dal tempo.

Il richiamo va anche a Maurits Cornelis Escher, che trovò proprio ad Atrani una delle fonti d’ispirazione per alcune delle proprie costruzioni visive. Sandulli riprende quelle geometrie e le trasforma nuovamente, immaginandole come luoghi abitati dai pescatori e dalle figure della sua memoria.

Il paesaggio reale diventa così un ambiente sospeso tra ricordo e invenzione.

I volti e le storie di una comunità

Nelle opere trovano spazio anche numerosi ritratti. Sono parenti, amici, conoscenti, artigiani e figure incontrate nel tempo, trasformati in una sorta di grande racconto collettivo della Positano popolare.

Volti segnati, barbe, occhi spalancati, nasi irregolari e espressioni accentuate compongono una galleria umana nella quale il singolo personaggio diventa rappresentazione di un mondo più ampio.

Tra le figure compaiono anche donne e madri, immagini che assumono un valore simbolico legato alla resistenza, alla maternità e alla forza quotidiana.

Il dialogo con le fotografie di Cyril Kobler

Il percorso espositivo si apre inoltre al confronto con Cyril Kobler, presente con fotografie realizzate dal mare.

Le immagini di Kobler guardano la Costiera da una prospettiva opposta a quella di Sandulli: il territorio viene osservato dall’acqua, tra cieli carichi, tonalità profonde e panorami che richiamano l’immaginario dei grandi viaggi e delle traversate.

Pittura e fotografia finiscono così per incontrarsi attraverso due letture differenti dello stesso paesaggio, mettendo in relazione passato e presente.

Palazzo Picchirillo nuovo spazio per l’arte ad Atrani

La mostra è ospitata a Palazzo Picchirillo, nel piazzale Marinella, a pochi passi dalla spiaggia.

L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale avviato ad Atrani, dove durante l’estate sono state installate anche le grandi sculture pop di Marco Cornini.

Per l’esposizione Sandulli-Kobler, l’organizzazione è affidata a Rino Mangieri, mentre Alessandro Meo cura la gestione e l’allestimento. Il progetto rientra nelle iniziative sostenute dall’amministrazione guidata dal sindaco Michele Siravo.

La mostra resterà aperta fino al 30 settembre, tutti i pomeriggi dalle 17 alle 20.

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