Operaio morto in ospedale dopo esser stato abbandonato in strada a Caivano, la denuncia: «La vita di un lavoratore non può essere usa e getta»

Un operaio ferito e ritrovato lontano dal luogo in cui avrebbe lavorato, una famiglia che ora chiede di sapere cosa sia realmente accaduto e il tema, ancora una volta drammaticamente attuale, della sicurezza sul lavoro.
È sulla vicenda dell'operaio di 61 anni morto in ospedale dopo essere stato trovato gravemente ferito in strada a Caivano, dove sarebbe stato abbandonato che interviene Patrizia Spinelli, coordinatrice Uil Salerno e segretario generale FenealUil Salerno, richiamando anche il film “L’avvocato De Gregorio”, nel quale un legale cerca la verità sulla morte di un lavoratore che sarebbe stata fatta passare per un incidente stradale. .
Il sindacato precisa che le responsabilità devono ancora essere accertate, ma sottolinea la gravità di una situazione nella quale una famiglia possa arrivare a domandarsi se il proprio caro sia stato soccorso oppure abbandonato dopo essersi ferito.
Operaio morto dopo esser stato abbandonato in strada: FenealUil Salerno chiede verità e sicurezza per i lavoratori
«Che cosa stiamo diventando, se la vita di un operaio può apparire sacrificabile? Un lavoratore esce per andare a guadagnarsi da vivere. A casa qualcuno lo aspetta. Non è un attrezzo che, quando si rompe, si lascia a bordo strada. È una persona, con diritti, affetti e una famiglia. La vita di un operaio non può essere “usa e getta”», è il duro messaggio contenuto nella nota.
La FenealUil sottolinea che, qualora venisse confermata l’ipotesi di un lavoratore ferito lasciato senza assistenza, ci si troverebbe davanti a un fatto di estrema gravità. «Nessuna esigenza produttiva, nessuna convenienza aziendale, nessuna paura delle conseguenze può venire prima della vita», evidenzia Spinelli.
I precedenti e l’allarme sugli infortuni
Nel documento vengono ricordati anche altri episodi giudiziari verificatisi in Italia nei quali sarebbe stato ipotizzato il tentativo di far apparire un infortunio sul lavoro come un incidente stradale.
Il sindacato invita però a valutare ogni vicenda singolarmente, ribadendo un principio: «Nessun lavoratore ferito deve diventare un problema da occultare e nessuna famiglia deve essere lasciata sola a cercare la verità».
A preoccupare sono soprattutto i numeri. Nel primo quadrimestre del 2026 in Campania sono state presentate 5.984 denunce di infortunio in occasione di lavoro e registrati 22 decessi: nove a Napoli, nove a Salerno, tre a Caserta e uno ad Avellino. Nei primi sette mesi dell’anno le morti sul lavoro in Campania sono salite a 41.
«Servono prevenzione vera e controlli efficaci»
Per la FenealUil la sicurezza deve partire dall’organizzazione stessa del lavoro: formazione, dispositivi adeguati, personale sufficiente, ritmi sostenibili e controlli realmente efficaci. Particolare attenzione viene chiesta anche alla gestione di appalti e subappalti, affinché non diventino strumenti attraverso i quali disperdere responsabilità.
La Uil rilancia inoltre la proposta di istituire una Procura specializzata e introdurre il reato di omicidio sul lavoro. «Alle famiglie spettano verità e giustizia; ai lavoratori il diritto di sapere che la loro vita viene tutelata. La sicurezza non è una formalità e la vita non è una voce di costo. Ogni operaio deve poter uscire per lavorare e tornare a casa», conclude la nota firmata da Patrizia Spinelli.

