Cronaca

Ferrara, sente un tonfo e vede un uomo che rischia di annegare nella Darsena : 22enne di Marina di Camerota si tuffa e gli salva la vita

Martina Francione
Ferrara, sente un tonfo e vede un uomo che rischia di annegare nella Darsena : 22enne di Marina di Camerota si tuffa e gli salva la vita

Un gesto istintivo, compiuto in pochi secondi e senza alcuna preparazione specifica. Jacopo Romanelli, 22 anni, originario di Marina di Camerota, ha salvato un uomo che stava annegando nella Darsena di Ferrara durante un evento di freestyle.

L’episodio è avvenuto domenica 4 ottobre, mentre erano in corso gli ottavi di finale del contest. Jacopo si trovava lateralmente rispetto al palco, a pochi metri dall’acqua, quando ha sentito un tonfo. 

Marina di Camerota, Jacopo si tuffa nella Darsena di Ferrara e salva un uomo che rischiava di annegare

«Ho sentito un tonfo e quando mi sono girato ho visto delle bolle. Poi è emerso un ragazzo che sbracciava e continuava a finire con la testa sott’acqua», racconta il giovane al Corriere di Salerno. Intorno c’erano numerose persone, ma nessuno si era ancora lanciato nel canale. Romanelli, pur non avendo esperienza da bagnino o soccorritore, ha deciso di intervenire. Si è tolto parte dei vestiti e si è gettato in acqua senza neppure togliersi le scarpe. «Sono stati probabilmente i 40 secondi più brutti della mia vita» ha aggiunto il 22enne. 

Il soccorso si è rivelato particolarmente difficile. L’acqua era fredda, il fondale fangoso e il canale profondo. Quando Jacopo è riuscito a raggiungere l’uomo, quest’ultimo era ormai privo di sensi. Nonostante le difficoltà, è riuscito a trascinarlo fino alla sponda. Da lì, altre persone presenti hanno afferrato l’uomo e lo hanno tirato fuori dall’acqua. Poco dopo sono intervenuti i sanitari, che gli hanno prestato le prime cure.

Secondo quanto raccontato da Jacopo, l’uomo salvato non ricorderebbe nulla di quanto accaduto nei momenti precedenti al soccorso. Per il ragazzo di Marina di Camerota, invece, quei secondi sono rimasti impressi in maniera indelebile. «Ho trascorso l'ora successiva a tremare e piangere. Non mi sono mai sentito così male e così bene nello stesso momento». 

La paura più grande, racconta ancora il 22enne, è arrivata quando si è trovato a sostenere l’uomo ormai privo di sensi. «Lui non ricorda nulla, ma io ricordo il panico di avere tra le braccia un corpo inerme e sentire, in quel momento, la responsabilità di doverlo salvare».

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