Omicidio di Gaetano Russo, contestate a Sirica lesioni e minacce alla famiglia dopo il delitto: chiusa l'indagine

Nuovo capitolo giudiziario nell’inchiesta sull’omicidio di Gaetano Russo, il panettiere ucciso nella notte tra il 2 e il 3 febbraio scorso all’interno della sua attività commerciale in piazza Sabotino, a Sarno.
La Procura di Nocera Inferiore ha concluso una terza indagine nei confronti di Andrea Sirica, 34 anni, già imputato per l’omicidio volontario di Russo e coinvolto in un altro procedimento relativo alla resistenza opposta alla Polizia durante l’arresto. Questa volta le contestazioni riguardano lesioni e minacce che, secondo l’accusa, sarebbero state commesse immediatamente dopo l'omicidio. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Omicidio Gaetano Russo a Sarno, chiusa una terza indagine su Andrea Sirica: contestate lesioni e minacce
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver colpito mortalmente Gaetano Russo, il 34enne avrebbe ferito con un coltello anche la figlia della vittima, procurandole una lesione alla mano sinistra.
Nel tentativo di allontanarsi dal negozio avrebbe poi incontrato un’altra donna, che sarebbe stata spinta a terra. La caduta le avrebbe provocato alcune fratture alle costole. Questi episodi sono finiti al centro del nuovo fascicolo ora definito dalla Procura con l’avviso di conclusione delle indagini.
Sirica avrebbe inoltre rivolto pesanti minacce alla figlia e alla moglie del commerciante. «Vi devo uccidere, vi faccio fare la sua fine», è la frase che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe pronunciato nei loro confronti. La moglie di Gaetano Russo, dopo quanto accaduto, era stata soccorsa all’ospedale di Sarno per uno shock traumatico.
Il processo per omicidio volontario
Il fascicolo relativo a lesioni e minacce era stato separato dal procedimento principale e ora la Procura di Nocera Inferiore ha formalmente chiuso anche questa parte dell’attività investigativa. Andrea Sirica resta intanto in attesa del processo davanti alla Corte d’Assise di Salerno per l’accusa di omicidio volontario, dopo che in udienza preliminare non era stato ammesso il rito abbreviato.




