Colpì Vincenzo Mazza, un 35enne di Angri, con due pugni al volto, uccidendolo all'istante e causando fratture al setto nasale: il Gup del Tribunale di Salerno ha condannato a 10 anni di carcere l'ex pugile Luca Fedele. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Le motivazioni della condanna saranno depositate nei prossimi mesi per chiarire nel dettaglio la dinamica tra imputato e vittima. Secondo l'autopsia, i pugni causarono fratture multiple al setto nasale e un infarto al 35enne, portando a complicanze respiratorie. Al loro arrivo, i soccorsi trovarono il corpo di Mazza senza vita. Le indagini rivelarono che il 35enne si era recato lì per incontrare una prostituta, visto che l'imputato gestiva un piccolo giro di prostituzione nell'appartamento. Si ipotizzò anche un debito di droga come possibile movente dell'aggressione. Una donna presente durante l'incidente intervenne per spostare l'imputato, trovato seduto sul corpo del giovane. Luca Fedele, già noto alle forze dell'ordine, fu arrestato successivamente. Inizialmente, raccontò di essersi difeso da un ladro durante una colluttazione. Tuttavia, le indagini svelarono una verità diversa e raccolsero prove contrarie alla sua versione. Secondo la procura, i due si conoscevano e la lite iniziò con l'arrivo di Mazza nell'appartamento dell'ex pugile. Durante i sopralluoghi, fu rinvenuta droga, rafforzando l'ipotesi di un movente legato agli stupefacenti. Concluse le indagini, fu richiesto e ottenuto il giudizio immediato per Luca Fedele. La difesa optò per il rito abbreviato, conclusosi ieri davanti al Giudice dell'udienza preliminare. Con la condanna a 10 anni di detenzione, le motivazioni della sentenza del tribunale chiariranno finalmente la condotta del 49enne e il movente dietro l'omicidio, basandosi sui numerosi elementi raccolti - anche tramite testimonianze dirette - dai carabinieri del nucleo operativo di Salerno. La decisione potrà essere impugnata nei successivi gradi di giudizio.
Uccise Vincenzo Mazza con due pugni al volto: condannato a 10 anni l'ex pugile Luca Fedele
Lo colpì con due pugni al volto, uccidendolo all'istante e causando fratture al setto nasale.Il Gup del Tribunale di Salerno ha condannato a 10 anni di reclusione Luca Fedele, 49enne di Salerno con un passato da pugile, per omicidio preterintenzionale. Nella sessione precedente, l'accusa aveva chiesto vent'anni di pena. Al centro del processo c'è quanto avvenuto il 5 dicembre 2025 a Salerno, quando Vincenzo Mazza, 35enne di Angri, perse la vita. Le indagini furono condotte dai carabinieri del nucleo operativo di Salerno in un appartamento nel quartiere Santa Margherita. L'aggressione, le cui cause restano poco chiare, si verificò poco prima delle 22. L'imputato era rappresentato dall'avvocato Maurizio De Feo, mentre i legali Giovanni Pentangelo, Carmela Fattoruso, Lucia Apuzzo e Giovanni Vitale tutelavano le parti offese.Le motivazioni della condanna saranno depositate nei prossimi mesi per chiarire nel dettaglio la dinamica tra imputato e vittima. Secondo l'autopsia, i pugni causarono fratture multiple al setto nasale e un infarto al 35enne, portando a complicanze respiratorie. Al loro arrivo, i soccorsi trovarono il corpo di Mazza senza vita. Le indagini rivelarono che il 35enne si era recato lì per incontrare una prostituta, visto che l'imputato gestiva un piccolo giro di prostituzione nell'appartamento. Si ipotizzò anche un debito di droga come possibile movente dell'aggressione. Una donna presente durante l'incidente intervenne per spostare l'imputato, trovato seduto sul corpo del giovane. Luca Fedele, già noto alle forze dell'ordine, fu arrestato successivamente. Inizialmente, raccontò di essersi difeso da un ladro durante una colluttazione. Tuttavia, le indagini svelarono una verità diversa e raccolsero prove contrarie alla sua versione. Secondo la procura, i due si conoscevano e la lite iniziò con l'arrivo di Mazza nell'appartamento dell'ex pugile. Durante i sopralluoghi, fu rinvenuta droga, rafforzando l'ipotesi di un movente legato agli stupefacenti. Concluse le indagini, fu richiesto e ottenuto il giudizio immediato per Luca Fedele. La difesa optò per il rito abbreviato, conclusosi ieri davanti al Giudice dell'udienza preliminare. Con la condanna a 10 anni di detenzione, le motivazioni della sentenza del tribunale chiariranno finalmente la condotta del 49enne e il movente dietro l'omicidio, basandosi sui numerosi elementi raccolti - anche tramite testimonianze dirette - dai carabinieri del nucleo operativo di Salerno. La decisione potrà essere impugnata nei successivi gradi di giudizio.

