Si avvia verso la conclusione il processo con rito abbreviato per la tragica morte di Vincenzo Mazza, il 35enne di Angri deceduto dopo essere stato colpito al volto.
Il pubblico ministero Licia Vivaldi ha formulato una pesante richiesta di condanna a venti anni di reclusione nei confronti dell'ex pugile salernitano Luca Fedele, 49 anni, accusato di omicidio preterintenzionale con l'aggravante della recidiva infraquinquennale specifica come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La tragedia risale al dicembre 2025 nel quartiere Santa Margherita a Salerno. Secondo i riscontri medico-legali, due violenti pugni sferrati da Fedele provocarono a Mazza la frattura pluriframmentaria del setto nasale; il decesso sopraggiunse quasi sul colpo per il soffocamento causato dall'ingestione del sangue combinato a un infarto miocardico. Sebbene l'ex pugile avesse inizialmente tentato di giustificarsi parlando di una colluttazione con un ladro, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile hanno accertato che i due si conoscevano.
La violenta lite, culminata nell'aggressione fatale, sarebbe nata all'interno dell'abitazione dell'imputato per motivi legati agli stupefacenti, data la droga rinvenuta sul posto dalle forze dell'ordine. Ora la difesa, curata dall'avvocato Maurizio De Feo, attende il prossimo turno in aula prima del verdetto del gup Elisabetta Setta, mentre i familiari della vittima si sono costituiti parte civile con i legali Giovanni Pentangelo, Carmela Fattorusso, Lucia Apuzzo e Giovanni Vitale.
Il pubblico ministero Licia Vivaldi ha formulato una pesante richiesta di condanna a venti anni di reclusione nei confronti dell'ex pugile salernitano Luca Fedele, 49 anni, accusato di omicidio preterintenzionale con l'aggravante della recidiva infraquinquennale specifica come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Salerno, chiesti venti anni per l'ex pugile Luca Fedele
Il magistrato, pur applicando lo sconto di pena previsto dal rito alternativo, ha chiesto il massimo edotto ed ha evidenziato nella sua requisitoria alcune lacune nelle indagini preliminari, come il mancato ascolto di una testimone chiave che avrebbe tentato di allontanare l'imputato dal corpo della vittima.La tragedia risale al dicembre 2025 nel quartiere Santa Margherita a Salerno. Secondo i riscontri medico-legali, due violenti pugni sferrati da Fedele provocarono a Mazza la frattura pluriframmentaria del setto nasale; il decesso sopraggiunse quasi sul colpo per il soffocamento causato dall'ingestione del sangue combinato a un infarto miocardico. Sebbene l'ex pugile avesse inizialmente tentato di giustificarsi parlando di una colluttazione con un ladro, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile hanno accertato che i due si conoscevano.
La violenta lite, culminata nell'aggressione fatale, sarebbe nata all'interno dell'abitazione dell'imputato per motivi legati agli stupefacenti, data la droga rinvenuta sul posto dalle forze dell'ordine. Ora la difesa, curata dall'avvocato Maurizio De Feo, attende il prossimo turno in aula prima del verdetto del gup Elisabetta Setta, mentre i familiari della vittima si sono costituiti parte civile con i legali Giovanni Pentangelo, Carmela Fattorusso, Lucia Apuzzo e Giovanni Vitale.

