Salerno, all’Archivio di Stato la mostra “Cose di pazzi. Memorie di vite poi recluse”

Oggetti personali, documenti e piccoli strumenti appartenuti ai pazienti dell’ex ospedale psichiatrico “Vittorio Emanuele II” di Nocera Inferiore tornano alla luce in una mostra che prova a restituire identità e dignità a vite spesso cancellate dalla memoria collettiva.
Si intitola “Cose di pazzi. Memorie di vite poi recluse” l’esposizione che sarà inaugurata martedì 22 settembre alle ore 17 presso l’Archivio di Stato di Salerno, in largo Abate Conforti.
Gli oggetti della “fagotteria”
Al centro della mostra ci sono gli effetti personali che i ricoverati erano tenuti a consegnare all’ufficio della cosiddetta “fagotteria” prima dell’internamento.
Accessori, documenti e piccoli attrezzi diventano così testimonianze concrete di esistenze interrotte, dimenticate o lasciate ai margini dalla società e, in alcuni casi, anche dalle relazioni familiari e amicali.
L’obiettivo dell’iniziativa è aprire una riflessione sulla realtà dei manicomi e su una stagione della storia sanitaria e sociale italiana segnata dall’istituzionalizzazione della malattia mentale.
La storia dell’ospedale “Vittorio Emanuele II”
L’ospedale psichiatrico consortile “Vittorio Emanuele II” di Nocera Inferiore fu fondato nel 1883 e rimase attivo fino al 1998.
La struttura era tra le più grandi del Mezzogiorno e riuniva le province di Avellino, Bari, Campobasso, Cosenza, Foggia e Salerno per l’assistenza e la cura dei pazienti psichiatrici.
La mostra recupera quindi anche un importante frammento della storia sanitaria del Sud Italia, trasformando oggetti quotidiani in strumenti di memoria.
Gli enti promotori
L’esposizione è promossa e organizzata da Archivio di Stato di Salerno, ASL Salerno, Museo Diocesano San Prisco e Società Salernitana di Storia Patria.
A fare gli onori di casa sarà il direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, Salvatore Amato.
All’inaugurazione prenderanno parte anche il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno monsignor Giuseppe Giudice, il presidente del Centro Studi di Storia, Documentazione e Ricerca della Salute Mentale dell’ASL Salerno Giulio Corrivetti e il presidente della Società Salernitana di Storia Patria Giuseppe Acocella.
La curatela della mostra
Il progetto espositivo è curato da Salvatore Amato per l’Archivio di Stato di Salerno, Pina Salomone per il Centro Studi di Storia, Documentazione e Ricerca della Psichiatria – DSM ASL Salerno, Salvatore Alfano, con la collaborazione di Teobaldo Fortunato, per il Museo Diocesano San Prisco, e Michela Sessa per la Società Salernitana di Storia Patria.
L’iniziativa gode inoltre del patrocinio di numerosi enti e istituzioni, tra cui la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, il DiSPaC, diverse Province, la Città di Salerno, la Città di Nocera Inferiore, le diocesi coinvolte e la Società Italiana di Storia della Psichiatria.
Orari e visite guidate
La mostra sarà visitabile presso l’Archivio di Stato di Salerno nei seguenti orari: lunedì e venerdì dalle 8 alle 13.30; martedì, mercoledì e giovedì dalle 8 alle 17.30.
Per informazioni e prenotazioni delle visite guidate è possibile scrivere all’indirizzo dsm.centrostudi@aslsalerno.it.



