Domenico Caliendo, riesame per Oppido: i legali del chirurgo mostrano il video che lo scagiona

Si è conclusa davanti al Tribunale del Riesame di Napoli l’udienza relativa al caso Domenico Caliendo, nel corso della quale è stata esaminata la posizione del chirurgo Guido Oppido, destinatario di una sospensione di 12 mesi dall’esercizio della professione.
Secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, non sarebbe avvenuto alcun espianto anticipato del cuore nativo dal piccolo Domenico. I legali hanno evidenziato diversi momenti: alle 14.26 il contenitore con il cuore destinato a Bolzano risulta certamente presente all’interno della sala operatoria; alle 14.31 un operatore è impegnato nell’estrazione, o nel tentativo di estrazione, dell’organo destinato a Bolzano, che, come già emerso, risultava danneggiato dal ghiaccio secco; alle 14.34, invece, il cuore di Domenico risulta ancora pulsante sul tavolo operatorio.
Per la difesa, dunque, l’espianto sarebbe stato effettuato mentre si procedeva all’apertura del contenitore refrigerato, nonostante «in mancanza di una segnalazione di allarme da parte di chi era in sala operatoria». La ricostruzione temporale è stata elaborata attraverso l’esame di uno screenshot tratto da un filmato recuperato dal telefono cellulare di una delle infermiere presenti in sala.
Adesso spetterà al Riesame pronunciarsi sull’istanza con cui la difesa ha chiesto la revoca della sospensione disposta nei confronti di Oppido. I giudici hanno acquisito anche la maxi perizia che, secondo quanto sostenuto dalla difesa, esclude l’ipotesi che il chirurgo abbia anticipato l’espianto, rilevando inoltre che un eventuale anticipo sarebbe comunque stato compatibile con le linee guida internazionali.
Rimane invece da chiarire l’ipotesi relativa a una possibile falsificazione della cartella clinica attribuita a Oppido. Su questo aspetto, la difesa punta ora anche sull’analisi dello screenshot recuperato dal cellulare.
I genitori di Domenico, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, continuano a chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda. Al centro delle loro richieste vi è anche quanto emerge dalla maxi perizia, che ha evidenziato un elemento preciso: dopo l’intervento di espianto e trapianto sarebbe stato possibile ricorrere all’utilizzo di un cuore artificiale.
Domenico Caliendo, riesame per Oppido: i legali del chirurgo mostrano il video che lo scagiona
Durante l’udienza, i difensori del medico, gli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, hanno presentato nuovi elementi, ricostruendo attraverso una precisa successione temporale quanto accaduto nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi il 23 dicembre scorso.Secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, non sarebbe avvenuto alcun espianto anticipato del cuore nativo dal piccolo Domenico. I legali hanno evidenziato diversi momenti: alle 14.26 il contenitore con il cuore destinato a Bolzano risulta certamente presente all’interno della sala operatoria; alle 14.31 un operatore è impegnato nell’estrazione, o nel tentativo di estrazione, dell’organo destinato a Bolzano, che, come già emerso, risultava danneggiato dal ghiaccio secco; alle 14.34, invece, il cuore di Domenico risulta ancora pulsante sul tavolo operatorio.
Per la difesa, dunque, l’espianto sarebbe stato effettuato mentre si procedeva all’apertura del contenitore refrigerato, nonostante «in mancanza di una segnalazione di allarme da parte di chi era in sala operatoria». La ricostruzione temporale è stata elaborata attraverso l’esame di uno screenshot tratto da un filmato recuperato dal telefono cellulare di una delle infermiere presenti in sala.
Adesso spetterà al Riesame pronunciarsi sull’istanza con cui la difesa ha chiesto la revoca della sospensione disposta nei confronti di Oppido. I giudici hanno acquisito anche la maxi perizia che, secondo quanto sostenuto dalla difesa, esclude l’ipotesi che il chirurgo abbia anticipato l’espianto, rilevando inoltre che un eventuale anticipo sarebbe comunque stato compatibile con le linee guida internazionali.
Rimane invece da chiarire l’ipotesi relativa a una possibile falsificazione della cartella clinica attribuita a Oppido. Su questo aspetto, la difesa punta ora anche sull’analisi dello screenshot recuperato dal cellulare.
I genitori di Domenico, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, continuano a chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda. Al centro delle loro richieste vi è anche quanto emerge dalla maxi perizia, che ha evidenziato un elemento preciso: dopo l’intervento di espianto e trapianto sarebbe stato possibile ricorrere all’utilizzo di un cuore artificiale.


