Mentre si trova alle Maldive per riposare un po' dopo un periodo impegnativo, Michelle Hunziker ha parlato della guerra in Ucraina voluta da Putin. E, proprio come tutti, la conduttrice decide di esprimere tutta la propria opinione e vicinanza alle vittime del conflitto. A giudicare però da molti utenti, le sue parole sono risultate stridenti ed inopportune. Ci sono state, così, molte critiche.
Le parole di Michelle Hunziker per la guerra in Ucraina
Questo, quanto dichiarato dalla
showgirl, in merito alla guerra in
Ucraina:
"Mi sono svegliata con degli incubi Sentivo piangere bambini, donne e uomini nel sonno. Provo disagio ad essere in vacanza, so che non posso cambiare le cose ma sento un senso d’impotenza. Penso a tutte le persone che in questo momento stanno fuggendo nelle infinite code per uscire dal Paese". "Ho navigato su internet allo scopo di capire quali fossero i reali motivi che hanno portato a tutta questa violenza. Risultato? Non esistono. Spero che in queste ore possano trovare un accordo per far finire questa guerra. Sono vicina con il cuore alle vittime di una violenza terrificante e incomprensibile".
Le critiche alle parole della conduttrice
Tra i commenti, le critiche sono
abbastanza prevedibili:
"Michelle Hunziker se ti senti davvero a disagio per l'Ucraina torna dalle Maldive e vai ad aiutare i centri per i profughi o fai volontariato", scrive qualcuno.
"Un minuto di silenzio per la Hunziker che non può godersi appieno le vacanze perché l'eco della guerra la disturba emotivamente", aggiunge qualcun altro.
"Poi mi chiedono perché la Hunziker mi provoca l'orticaria", è ancora un altro commento.
Interviene anche la giornalista
Selvaggia Lucarelli:
"Vanno in vacanza alle Maldive, cosa che per giunta non ci disturberebbe, e si sentono in dovere di manifestare disagio per lo scollamento tra la loro vita e quella di chi sta sotto le bombe. Tranquilli, fatevi le vostre vacanze che Zelensky (presidente dell’Ucraina, ndr), se fate snorkeling tra i pesci pagliaccio, non si risente", si legge tra le
Instagram Stories della giornalista. E ancora:
"Che poi io ho sempre preferito chi va avanti a fare la sua vita e il suo lavoro, piuttosto che chi si sente in dovere di partecipare pubblicamente a un dolore collettivo perché penda che faccia bene alla sua reputazione".