Cronaca

Lotta giudiziaria per il punto nascita dell'ospedale Immacolata di Sapri: i sindaci ricorrono al Consiglio di Stato dopo il no del Tar

Occhio di Salerno
Lotta giudiziaria per il punto nascita dell'ospedale Immacolata di Sapri: i sindaci ricorrono al Consiglio di Stato dopo il no del Tar

Non si placa la battaglia legale per difendere il reparto maternità dell'ospedale di Sapri come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

A seguito del verdetto del Tribunale Amministrativo Regionale che ha confermato la delibera della Giunta regionale della Campania volta a sopprimere la struttura — non raggiungendo la soglia minima di 500 nascite annuali fissata dalla normativa Balduzzi — i comuni del Distretto sanitario 71 hanno deciso di proseguire l'iter impugnando il provvedimento al Consiglio di Stato.

Lotta giudiziaria per il punto nascita dell'ospedale Immacolata di Sapri

L'avvocato Marcello Feola, rappresentante dei comuni di Sapri e Camerota, ha annunciato la presentazione dell'appello unitamente a un'istanza cautelare d'urgenza per bloccare l'efficacia della sentenza. Le ragioni del ricorso poggiano sulla lesione del diritto alla salute, su presunte lacune nelle analisi territoriali e sulla mancata considerazione del pesante isolamento orografico del comprensorio cilentano.

Attualmente la direzione dell'Asl Salerno e la Regione Campania non hanno ancora reso operativo lo stop ai ricoveri per i parti. Il piano regionale prevede di trasformare il reparto in una postazione di guardia attiva 24 ore su 24 per la prima emergenza ostetrica, affiancata dal sistema di trasporto assistito verso l'ospedale di Vallo della Lucania.

L'imminente chiusura del presidio trova la ferma opposizione delle istituzioni locali e della cittadinanza. Il primo cittadino di Vibonati, Manuel Borrelli, ha richiamato l'attenzione sui pericoli dei trasferimenti d'urgenza lungo le arterie stradali del territorio, spesso paralizzate dai cantieri, mentre Luciano De Geronimo, a capo del comitato di lotta locale, sollecita la Regione a mantenere le garanzie sul piano di riorganizzazione della sanità a tutela dei centri periferici.

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