SALERNO. Sui “contratti pirata” stipulati da sindacati non rappresentativi le sigle Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di fare squadra con Confindustria sulla contrattazione. Di questo si è parlato giovedì, presso la Camera di Commercio di Salerno, nell’attivo dei delegati e delle Rsu delle sigle confederali.
Cgil, Cisl e Uil fanno squadra: le dichiarazioni
“Con la firma dell’accordo interconfederale abbiamo voluto definire contenuti e linee di indirizzo per rilanciare le relazioni industriali, la contrattazione collettiva, estendendone l’efficacia, e in questo modo, il ruolo delle parti sociali, ponendosi l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del Paese in generale e del settore manifatturiero in particolare”, ha detto Gerardo Ceres, segretario generale della Cisl Salerno, presente all’iniziativa con il segretario generale della Uil Campania, Giovanni Sgambati, il segretario generale della Cgil Salerno, Arturo Sessa, e il segretario generale della Uil provinciale, Gerardo Pirone. “Stabilendo procedure di misurazione della rappresentatività delle associazioni, sia sindacali che datoriali, si aprirà una stagione di contrasto ai “contratti pirata”, stipulati da organizzazioni di “comodo”, che hanno determinato la lesione di diritti storici dei lavoratori e retribuzioni più basse rispetto ai contratti sottoscritti dalle Federazioni confederali”, ha continuato Ceres.Questo fenomeno, secondo i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, ha determinato condizioni di “concorrenza sleale” anche nel sistema delle imprese. A conferma degli effetti devastanti prodotti da questi tipi di contratti è intervenuta la circolare numero 3 del 2018 dell’Ispettorato nazionale del lavoro che ha sottolineato la necessità di un’azione ispettiva e sanzionatoria nelle realtà aziendali e settoriali maggiormente esposte.

