Le coste della Campania sono record di illegalità ambientali, la Campania è infatti la regione più colpita dall'aumento dei crimini ambientali contro le coste e il mare italiani. Legambiente presenta i numeri del nuovo report “Mare Monstrum” sull’aggressione criminale alle coste e al mare in Italia.
Le coste della Campania sono record di illegalità ambientali
Le coste e i mari della
Campania sono sempre più minacciati da illegalità ambientali. Nel 2023, ci sono stati
3.095 reati e
3.622 illeciti amministrativi, con una media di 14,3 infrazioni per chilometro di costa. L'azione repressiva si è intensificata, come dimostrano le 3.341 persone denunciate o arrestate (+7% rispetto al 2022) e i 914 sequestri effettuati (+12%).
Questi dati emergono dal
report di Legambiente, “Mare Monstrum” che denuncia l’aumento dei crimini ambientali contro le coste e il mare italiani. I dati del 2023 sono allarmanti:
22.956 reati accertati, con un incremento del 29,7% rispetto al 2022, e una media di
8,4 illeciti per km di costa, uno ogni 119 metri.
Tra i reati più comuni figurano il ciclo illegale del cemento, lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’inquinamento marino e la pesca illegale. In forte crescita anche le violazioni delle normative sulla nautica da diporto: 2.059 illeciti penali, con un aumento del 230% rispetto al 2022, anche nelle aree marine protette.
Il report, presentato in occasione del 14° anniversario dell’uccisione del sindaco pescatore
Angelo Vassallo. Le regioni con la maggiore incidenza di reati sono quelle a tradizionale presenza mafiosa:
Campania,
Sicilia,
Puglia e
Calabria. Domani, Legambiente parteciperà alle commemorazioni ad
Acciaroli (SA), insieme al comune di Pollica, per consegnare il Premio Vassallo a amministrazioni virtuose e ribadire l'importanza della lotta contro le illegalità ambientali.
Il ciclo illegale del cemento rappresenta quasi la metà dei reati ambientali in Campania, a causa degli abusi edilizi che continuano a devastare il territorio. La Campania è al primo posto in Italia per reati legati al cemento illegale, con
1.531 casi accertati (+21,4% rispetto al 2022),
1.710 denunce (+18,6%) e
332 sequestri penali (+18%). L'abusivismo edilizio lungo le coste, inoltre, aggrava l'inquinamento marino con scarichi diretti degli immobili costruiti illegalmente.
Anche i reati legati all'inquinamento marino sono in aumento: la Campania è al primo posto per infrazioni di questo tipo con
1.047 reati (16% del totale nazionale), seppur in leggero calo rispetto al 2022 (-2,3%).
In tema di pesca illegale, la Campania si colloca a metà classifica con
533 infrazioni, lontana dai numeri di
Sicilia (1.872) e
Puglia (1.264). Sono stati sequestrati oltre 258 tonnellate di prodotti ittici, prevalentemente datteri e crostacei.
Per quanto riguarda le violazioni del codice di navigazione nautica, la Campania è al secondo posto dopo la Sicilia, con
281 reati (+319,4%).
Nel 2023 si sono registrati significativi aumenti anche nei reati legati all’inquinamento marino e alla pesca illegale. In questo contesto, Legambiente richiama l’attenzione sul ruolo cruciale delle
Capitanerie di porto e delle forze dell’ordine e invita il Governo ad adottare misure più incisive per la salvaguardia del mare e delle coste italiane.