Lotta al lavoro nero e al caporalato: nel corso del 2025 la Guardia di Finanza ha eseguito numerose denunce anche in Campania.
L’azione si è articolata su più fronti: recupero di imposte e contributi evasi, individuazione dei patrimoni accumulati illecitamente e smantellamento dei sistemi fraudolenti sottostanti. Gli interventi operativi hanno incluso ispezioni amministrative presso aziende e professionisti, indagini di polizia giudiziaria, analisi di rischio curate dai Reparti Speciali e controlli sul territorio.
Un ruolo cruciale è stato svolto dall’intelligence, che ha permesso di focalizzare l’attenzione sui fenomeni illegali più estesi e dannosi, orientando in modo mirato le azioni sul campo. Priorità dell’intervento è stata la lotta contro i sistemi di interposizione fittizia di manodopera, comunemente implementati attraverso società "serbatoio" utilizzate per abbattere artificialmente i costi del lavoro mediante l’evasione di imposte e contributi. Questi meccanismi fraudolenti causano distorsioni nel mercato del lavoro, creano dumping salariale e aggravano la precarietà dei lavoratori coinvolti.
Inoltre, particolare attenzione è stata rivolta all’impiego irregolare o in nero dei lavoratori, alle situazioni di sfruttamento riconducibili al fenomeno del caporalato e alle truffe nel settore agricolo tese a ottenere prestazioni previdenziali e assistenziali indebite. In tutti questi ambiti, l’operato delle Fiamme Gialle mira a preservare la legalità economica, garantire una sana competizione tra le imprese e proteggere i diritti fondamentali dei lavoratori.
Lotta al lavoro nero e al caporalato: numerose denunce nel 2025, focus anche in Campania
Nel corso del 2025 la Guardia di Finanza ha intensificato le operazioni volte al contrasto del lavoro nero e irregolare, ottenendo risultati significativi. Sono stati scoperti circa 12.000 lavoratori completamente in nero e 16.000 lavoratori irregolari. Nel contempo, è stata individuata un'emissione di fatture per operazioni inesistenti, legate a pratiche di illecita esternalizzazione della manodopera, per un valore totale di circa 980 milioni di euro. Tali attività hanno portato alla denuncia di 774 soggetti per reati fiscali, con 10 arresti effettuati, e al sequestro di beni per un valore complessivo di 186 milioni di euro. In parallelo, sono state denunciate:- 128 persone per il reato di caporalato (art. 603-bis c.p.), con 5 arrestati, a scapito di 1.224 lavoratori vittime di sfruttamento;
- 64 persone per favoreggiamento delle condizioni di illegalità dello straniero (art. 12, comma 5, D.Lgs. n. 286/1998);
- 225 persone per l’impiego di stranieri privi del permesso di soggiorno da parte dei datori di lavoro (art. 22, commi 12 e 12-bis, D.Lgs. n. 286/1998).
Focus operativo nel contrasto al lavoro nero e irregolare
Durante il 2025, la Guardia di Finanza ha mirato a combattere tanto i rapporti di lavoro totalmente in nero quanto le condizioni di apparente regolarità che celano violazioni economiche e contrattuali. Questa attività non si è limitata alla repressione delle irregolarità lavorative ma si è estesa a contrastare più ampi sistemi di illegalità economica che danneggiano l’erario, minano la concorrenza leale e ledono i diritti dei lavoratori.L’azione si è articolata su più fronti: recupero di imposte e contributi evasi, individuazione dei patrimoni accumulati illecitamente e smantellamento dei sistemi fraudolenti sottostanti. Gli interventi operativi hanno incluso ispezioni amministrative presso aziende e professionisti, indagini di polizia giudiziaria, analisi di rischio curate dai Reparti Speciali e controlli sul territorio.
Un ruolo cruciale è stato svolto dall’intelligence, che ha permesso di focalizzare l’attenzione sui fenomeni illegali più estesi e dannosi, orientando in modo mirato le azioni sul campo. Priorità dell’intervento è stata la lotta contro i sistemi di interposizione fittizia di manodopera, comunemente implementati attraverso società "serbatoio" utilizzate per abbattere artificialmente i costi del lavoro mediante l’evasione di imposte e contributi. Questi meccanismi fraudolenti causano distorsioni nel mercato del lavoro, creano dumping salariale e aggravano la precarietà dei lavoratori coinvolti.
Inoltre, particolare attenzione è stata rivolta all’impiego irregolare o in nero dei lavoratori, alle situazioni di sfruttamento riconducibili al fenomeno del caporalato e alle truffe nel settore agricolo tese a ottenere prestazioni previdenziali e assistenziali indebite. In tutti questi ambiti, l’operato delle Fiamme Gialle mira a preservare la legalità economica, garantire una sana competizione tra le imprese e proteggere i diritti fondamentali dei lavoratori.

