Si accende il confronto politico a Camerota dopo le recenti decisioni del Consiglio di Stato e del TAR Campania in merito agli interventi programmati sulla falesia.
Lavori alla falesia, il Consiglio di Stato si pronuncia
Le pronunce giudiziarie hanno dichiarato illegittimi alcuni atti adottati dal Comune nell’ambito della gestione dei lavori, alimentando un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione.
Nonostante l’esito dei ricorsi, la maggioranza consiliare ha confermato la fiducia al sindaco Mario Salvatore Scarpitta, scelta che ha provocato la dura reazione dei gruppi di minoranza.
Il nodo dei ritardi e dei finanziamenti regionali
Al centro delle critiche vi è la tempistica degli interventi. Secondo il cronoprogramma regionale, i lavori avrebbero dovuto iniziare nell’ottobre 2023. L’opposizione evidenzia come, a oltre un anno di distanza, il cantiere non risulti avviato, nonostante il progetto sia stato finanziato con fondi regionali per un importo pari a 5.498.251,35 euro.
I consiglieri di minoranza hanno sollevato interrogativi sulla gestione delle risorse pubbliche e sul mancato rispetto delle scadenze previste, sostenendo che un diverso approccio avrebbe potuto evitare il contenzioso amministrativo.
La questione dell’urgenza a Cala del Cefalo
Un altro punto contestato riguarda gli interventi nell’area di Cala del Cefalo. L’amministrazione aveva motivato alcune scelte operative con la presenza di un presunto pericolo imminente.
Secondo quanto emerso dalle sentenze e riportato dai consiglieri di opposizione:
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non risulterebbero relazioni geologiche a supporto dell’urgenza dichiarata;
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sarebbero stati eseguiti lavori senza le necessarie autorizzazioni;
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la priorità assegnata a quell’area avrebbe rallentato la messa in sicurezza complessiva della falesia.
Si tratta di aspetti che hanno inciso sulle valutazioni dei giudici amministrativi nei due gradi di giudizio.
Le richieste dell’opposizione
I gruppi di minoranza chiedono ora maggiore trasparenza sugli atti adottati e sulle eventuali ricadute economiche del contenzioso.
Secondo l’opposizione, la vicenda impone un chiarimento pubblico sulle responsabilità amministrative e sulla gestione del progetto, considerato strategico per la sicurezza del territorio e della viabilità locale, in particolare lungo la zona della Strada del Mingardo.
Un caso politico-amministrativo aperto
La vicenda dei lavori alla falesia si inserisce in un contesto più ampio che riguarda la tutela del territorio costiero e la gestione dei finanziamenti pubblici.
Il confronto tra maggioranza e opposizione resta aperto, mentre l’attenzione si concentra sulle prossime mosse dell’amministrazione comunale e sugli eventuali sviluppi tecnici e giudiziari.

