Si terrà oggi, 16 settembre, lo sciopero proclamato dalla FP CGIL nazionale che coinvolge anche la provincia di Salerno : oltre 400 lavoratrici e lavoratori precari del Ministero della Giustizia, assunti nell’ambito dei progetti PNRR, manifesteranno la propria condizione di incertezza e chiederanno risposte concrete sulla loro stabilizzazione.
Lavoratori precari al Ministero della Giustizia: oggi lo sciopero a Salerno
A
Salerno il presidio si terrà dalle ore 9.30 sotto la
Prefettura, con la partecipazione del personale impiegato presso il
Tribunale di Salerno, la
Corte d’Appello, il Tribunale di
Nocera Inferiore e il Tribunale di
Vallo della Lucania. Sarà anche l’occasione per consegnare al Prefetto una nota ufficiale, da trasmettere al Governo, con le rivendicazioni del personale precario.
Lo
sciopero proclamato su tutto il territorio nazionale dalla
Funzione Pubblica CGIL riguarda l’intero personale precario
PNRR del Ministero della Giustizia – funzionari UPP, funzionari tecnici, operatori data entry – e nasce dalla
richiesta di una
stabilizzazione totale, dopo tre anni di iniziative,
assemblee, presìdi e mobilitazioni sui territori.
È un percorso lungo, che ha l’ambizione di far
emergere in modo chiaro lo stato critico in cui versa il
sistema giustizia, non solo per la
precarietà diffusa, ma anche per la scarsa
valorizzazione professionale ed
economica del personale di ruolo, per l’emergenza organici e per l’impossibilità di redistribuire adeguatamente i
carichi di lavoro.
Necessario stabilizzare tutti i precari
La stabilizzazione di tutte e tutti i 12.000 precari attualmente in forza all’amministrazione non è solo un atto di equità verso chi in questi anni ha
sostenuto e
rilanciato il
funzionamento degli uffici giudiziari, ma rappresenta anche una
condizione strutturale per garantire l’efficacia e la continuità dei risultati ottenuti con i progetti PNRR, in termini di efficientamento, innovazione e riorganizzazione.
Solo attraverso questa stabilizzazione sarà possibile dare nuovo slancio alla
contrattazione integrativa nel
Ministero, riconoscere il
diritto alla carriera per tutto il personale, definire le famiglie professionali e strutturare in modo permanente l’Ufficio per il Processo, che ha dimostrato di essere uno strumento utile, efficace e necessario.
Ad oggi però non risultano stanziate, nei capitoli adeguati del bilancio dello Stato, le risorse straordinarie necessarie a garantire la
continuità occupazionale per tutto il
personale precario assunto tramite le procedure collegate all’attuazione del
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Una condizione inaccettabile, a fronte dello straordinario contributo che oltre dodicimila lavoratrici e lavoratori hanno dato negli ultimi tre anni al miglioramento della giustizia in Italia, dalla riduzione dell’arretrato all’innovazione digitale, dalla semplificazione organizzativa al supporto quotidiano negli uffici giudiziari.
"È il momento della responsabilità: senza lavoro stabile, la giustizia non può funzionare e non si possono lasciare nel limbo centinaia di persone che, anche nel nostro territorio, rappresentano una risorsa insostituibile per l’intero sistema." spiegano dalla
FP CGIL.