Il Consiglio di Stato accoglie l’appello degli agenti trasferiti dopo la chiusura del carcere di Sala Consilina, riconoscendo il diritto all’indennità di trasferimento. Lo riporta InfoCilento.
Sala Consilina, il Consiglio di Stato riconosce l’indennità agli agenti trasferiti dal carcere
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello di alcuni agenti della Polizia Penitenziaria che, a seguito della chiusura della casa circondariale di Sala Consilina nel 2015, erano stati trasferiti in altri istituti penitenziari. La sentenza ribalta la decisione del TAR Campania, che aveva respinto la richiesta degli agenti contro il diniego del Ministero della Giustizia.
L’iter e i trasferimenti
Gli agenti erano stati assegnati a sedi distanti decine di chilometri, tra cui Eboli, Sant’Angelo dei Lombardi e Salerno. Il Ministero aveva negato l’indennità di trasferimento, sostenendo che le nuove sedi fossero compatibili con la norma.
Il Consiglio di Stato ha precisato che i trasferimenti conseguenti alla chiusura di un istituto sono d’ufficio, imposti da esigenze organizzative e non modificabili dalla preferenza dei lavoratori. Inoltre, il concetto di “sede limitrofa” deve essere valutato concretamente, considerando distanza chilometrica, tempi di percorrenza, accessibilità e disagio reale. Trasferimenti tra 64 e 91 km non possono essere considerati limitrofi e comportano un sacrificio significativo.
La decisione
Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio di Stato ha annullato il diniego ministeriale e riconosciuto agli agenti il diritto all’indennità di trasferimento, ordinando all’Amministrazione di provvedere al pagamento. La sentenza costituisce un chiarimento giurisprudenziale destinato ad avere rilevanza anche in casi simili a livello nazionale, tutelando il personale penitenziario dalle interpretazioni burocratiche che non tengano conto dell’impatto reale sulla vita dei lavoratori.

