Incendio al Teatro Sannazaro: aperta inchiesta, 70 milioni per la ricostruzione
In meno di un’ora le fiamme hanno cancellato quasi due secoli di storia. Del Teatro Sannazaro, la storica “bomboniera” di via Chiaia 157, restano macerie, metallo contorto, legno intriso d’acqua e fuliggine, polvere e un odore acre che ha avvolto l’intero quartiere, al punto da rendere necessaria un’ordinanza sanitaria.
Palchi, decorazioni dorate, affreschi, platea, quinte e palcoscenico: tutto devastato in pochi minuti, con un danno stimato in almeno 70 milioni di euro. È atteso il ministro della Cultura Alessandro Giuli che, insieme al sindaco Gaetano Manfredi, al presidente della Regione Campania Roberto Fico e al prefetto Michele Di Bari, illustrerà un piano di ricostruzione basato su fondi già disponibili.
I danni non riguardano solo il teatro. Alcuni appartamenti vicini sono stati colpiti in modo grave e almeno cinque famiglie non possono rientrare nelle proprie case. L’assessora regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta ha disposto l’installazione di torri faro per permettere di lavorare anche di notte. Le operazioni di spegnimento, coordinate dal comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Giuseppe Paduano, hanno richiesto l’intervento di cinque squadre impegnate a domare gli ultimi focolai tra palco e sottopalco e a mettere in sicurezza le abitazioni coinvolte.
La Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un’inchiesta: un passaggio necessario vista la portata dell’accaduto. L’ipotesi al momento è incendio colposo. Gli inquirenti stanno verificando eventuali malfunzionamenti o carenze nei sistemi antincendio. Secondo quanto emerso, l’origine potrebbe essere accidentale — forse un corto circuito o altra causa tecnica — ma non sarebbe partita dall’interno del teatro, poiché il quadro elettrico non presenterebbe segni compatibili con quell’ipotesi. Gli accertamenti proseguono, anche considerando la presenza di numerosi edifici attorno alla struttura.
All’ingresso del teatro, tra le macerie, la direttrice artistica Lara Sansone, nipote di Luisa Conte, simbolo della rinascita del Sannazaro negli anni Sessanta, è rimasta accanto al marito Salvatore Vanorio. Visibilmente provata, ha descritto quanto accaduto come un lutto e ha rivolto un appello al sindaco: di non lasciare solo il teatro in questo momento drammatico.

