Dalla storica inaugurazione del 1847 alla direzione di Lara Sansone: storia, protagonisti e mobilitazione per la rinascita del Teatro Sannazaro dopo l’incendio.
Teatro Sannazaro, storia e rinascita: dall’800 a Lara Sansone
C’è un luogo nel cuore di Napoli che da quasi due secoli custodisce memoria, arte e identità. Il Teatro Sannazaro, inaugurato nel 1847 in via Chiaia, è stato tra i primi in città a dotarsi di illuminazione elettrica e fin dall’apertura si impose come salotto culturale dell’aristocrazia partenopea. La sua inaugurazione fu un evento mondano attesissimo: principi, duchi e marchesi affollarono la sala, allora costruita sull’area dell’ex chiostro dei Mercedari spagnoli su progetto di Fausto Niccolini, per volontà del duca Giulio Mastrilli.
Con la sua pianta ellittica, gli stucchi dorati e le decorazioni raffinate, il teatro si guadagnò il soprannome di “bomboniera di via Chiaia”. Nell’Ottocento ospitò interpreti come Eleonora Duse e Tina Di Lorenzo, mentre nel 1889 accolse la prima di “’Na santarella” di Eduardo Scarpetta. In quel palcoscenico sono passati anche Luigi Pirandello ed Eduardo De Filippo, segnando la storia culturale della città.
Dopo un periodo di declino iniziato negli anni Trenta, aggravato dalla guerra e dalla trasformazione in cinema, la rinascita arrivò tra il 1969 e il 1971 grazie a Nino Veglia e a Luisa Conte. Con la Compagnia Stabile Napoletana, Conte riportò il teatro al centro della scena popolare, insieme a nomi come Nino Taranto, Enzo Cannavale e Ugo D'Alessio. Alla sua scomparsa la gestione passò alla figlia Brigida Veglia e al marito, mantenendo saldo il legame con la tradizione partenopea.
Oggi la direzione è affidata alla nipote di Luisa Conte, l’attrice e regista Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio. Con loro il Sannazaro ha consolidato la sua doppia anima: da un lato il repertorio identitario – dal Café Chantant alla “Festa di Montevergine” ispirata a Raffaele Viviani – dall’altro l’apertura alla drammaturgia contemporanea, alle residenze artistiche, agli incontri culturali e ai concerti. Il riconoscimento come centro di produzione teatrale da parte del Ministero della Cultura ha certificato questa evoluzione.
Nelle ore successive al grave incendio che ha colpito la sala, il mondo dello spettacolo e delle istituzioni ha fatto sentire la propria vicinanza. Tra i messaggi di solidarietà quelli del regista Mario Martone e dell’attore Alessandro Gassmann. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato un confronto istituzionale per sostenere il ripristino della struttura, mentre il sottosegretario Gianmarco Mazzi ha effettuato un sopralluogo. Vicinanza è stata espressa anche dal vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Luca Trapanese.
Intanto si sta strutturando una rete di teatri cittadini per evitare l’interruzione della stagione: spazi alternativi potrebbero accogliere spettacoli e compagnie, in una mobilitazione collettiva che coinvolge realtà come il Bellini, il Diana e Galleria Toledo.
Al centro resta la determinazione di Lara Sansone, cresciuta tra quelle quinte e formatasi accanto a maestri come Peppe Barra e Concetta Barra, oltre alla nonna Luisa. Attrice, regista e direttrice artistica, ha lavorato con il Teatro Stabile di Napoli, Teatri Uniti e il Teatro di San Carlo. Il pubblico televisivo la ricorda anche per il ruolo in Un posto al sole. Tra lacrime e promesse, la sua posizione è chiara: il Sannazaro tornerà a vivere. E Napoli, ancora una volta, si stringe attorno alla sua storica “bomboniera” per restituirle luce e palcoscenico.

