Un vasto incendio boschivo che lo scorso 20 agosto ha devastato le campagne del Trapanese, arrivando a lambire il Bosco Scorace, sarebbe stato appiccato in modo deliberato. A distanza di mesi, l’attività investigativa dei carabinieri ha portato all’arresto del presunto responsabile, un uomo che all’epoca dei fatti lavorava come dipendente della Regione. Nei suoi confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal Gip del Tribunale di Trapani su richiesta della Procura della Repubblica.
Determinanti, ai fini dell’indagine, sono state le immagini acquisite dagli investigatori. Come spiegato dalla Procura di Trapani, i carabinieri del comando provinciale sono riusciti a documentare in modo diretto le varie fasi dell’azione incendiaria. I filmati avrebbero consentito di ricostruire con precisione gli spostamenti dell’indagato nel corso della giornata e di collocarlo nei luoghi interessati dall’incendio nel momento in cui le fiamme venivano appiccate.
Secondo quanto emerso, l’uomo si trovava in giornata di riposo dal lavoro. Le immagini lo avrebbero ripreso mentre innescava il fuoco in più punti distinti, una modalità che avrebbe contribuito ad ampliare rapidamente il fronte dell’incendio. Una strategia che, stando agli inquirenti, avrebbe aggravato la situazione operativa, colpendo aree che in quel momento non erano presidiate dalle squadre antincendio, impegnate altrove per fronteggiare altri roghi già in corso.
Il reato contestato è quello di incendio boschivo, fattispecie che prevede pene particolarmente severe in considerazione del grave danno ambientale e del pericolo per la pubblica incolumità. L’ordinanza cautelare dispone per l’indagato la misura degli arresti domiciliari, ritenuta adeguata dal giudice per evitare il rischio di reiterazione del reato e per garantire le esigenze investigative, con l’ulteriore controllo assicurato dal dispositivo elettronico.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di incendi che, soprattutto nei mesi estivi, colpiscono ciclicamente vaste aree della Sicilia, mettendo a dura prova il sistema di prevenzione e intervento. Le indagini della Procura e dei carabinieri proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e per accertare se l’uomo abbia agito da solo o con il supporto di altre persone.
Incendio doloso nel Trapanese, arrestato dipendente regionale
Il rogo, sviluppatosi in piena estate, aveva interessato un’area particolarmente estesa e sensibile dal punto di vista ambientale. Secondo le stime ufficiali, le fiamme hanno distrutto circa 83 ettari di terreno, colpendo zone rurali e superfici boscate situate a ridosso del Bosco Scorace, uno dei principali polmoni verdi della provincia. L’intervento delle squadre antincendio era stato reso particolarmente complesso dalla contemporanea presenza di più focolai attivi in diverse aree del territorio.Determinanti, ai fini dell’indagine, sono state le immagini acquisite dagli investigatori. Come spiegato dalla Procura di Trapani, i carabinieri del comando provinciale sono riusciti a documentare in modo diretto le varie fasi dell’azione incendiaria. I filmati avrebbero consentito di ricostruire con precisione gli spostamenti dell’indagato nel corso della giornata e di collocarlo nei luoghi interessati dall’incendio nel momento in cui le fiamme venivano appiccate.
Secondo quanto emerso, l’uomo si trovava in giornata di riposo dal lavoro. Le immagini lo avrebbero ripreso mentre innescava il fuoco in più punti distinti, una modalità che avrebbe contribuito ad ampliare rapidamente il fronte dell’incendio. Una strategia che, stando agli inquirenti, avrebbe aggravato la situazione operativa, colpendo aree che in quel momento non erano presidiate dalle squadre antincendio, impegnate altrove per fronteggiare altri roghi già in corso.
Il reato contestato è quello di incendio boschivo, fattispecie che prevede pene particolarmente severe in considerazione del grave danno ambientale e del pericolo per la pubblica incolumità. L’ordinanza cautelare dispone per l’indagato la misura degli arresti domiciliari, ritenuta adeguata dal giudice per evitare il rischio di reiterazione del reato e per garantire le esigenze investigative, con l’ulteriore controllo assicurato dal dispositivo elettronico.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di incendi che, soprattutto nei mesi estivi, colpiscono ciclicamente vaste aree della Sicilia, mettendo a dura prova il sistema di prevenzione e intervento. Le indagini della Procura e dei carabinieri proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e per accertare se l’uomo abbia agito da solo o con il supporto di altre persone.

