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Impianto di compostaggio di Salerno fuori uso dopo l'incendio: l'opposizione interroga De Luca e Natella sul futuro del sito

Occhio di Salerno
Impianto di compostaggio di Salerno fuori uso dopo l'incendio: l'opposizione interroga De Luca e Natella sul futuro del sito

L'impianto di compostaggio della frazione organica situato in viale Andrea De Luca, nella zona industriale di Salerno, torna al centro dello scontro politico amministrativo dopo il blocco delle attività causato dal rogo dello scorso ventitré dicembre.

I consiglieri comunali di opposizione Franco Massimo Lanocita, Rino Avella, Giso Amendola e Claudio Russolillo hanno depositato un'interrogazione formale a risposta scritta indirizzata al sindaco Vincenzo De Luca e all'assessore all'Ambiente Massimiliano Natella per fare luce sui tempi di ripristino della struttura e sulla gestione dei rifiuti urbani a Salerno.

Impianto di compostaggio di Salerno fuori uso dopo l'incendio

Nel documento ispettivo presentato a Salerno, gli esponenti di minoranza ripercorrono la complessa vicenda del sito realizzato originariamente nel 2011 con venticinque milioni di euro di fondi europei, poi passato nel 2016 in gestione alla società partecipata Salerno Pulita.

Dopo un intervento di ammodernamento da tre milioni e settecentomila euro finanziato tramite mutuo per migliorare la qualità del compost e riattivare la produzione energetica, la struttura rinnovata a Salerno era tornata operativa nel gennaio 2024, prima che le fiamme ne fermassero le lavorazioni costringendo il Comune a dirottare la frazione umida verso impianti situati fuori regione con un inevitabile aggravio di costi per le casse pubbliche.

L'interrogazione consiliare sollecita l'amministrazione di Salerno a chiarire l'esito degli accertamenti peritali sulle cause dell'incendio, lo stato delle procedure di risarcimento con le compagnie assicurative e l'esistenza di un piano di ricostruzione predisposto da Salerno Pulita.

I firmatari chiedono inoltre se il Comune intenda riqualificare l'impianto portando la capacità di trattamento a quaranta mila tonnellate annue per accogliere i conferimenti dei comuni vicini e alleggerire la TARI a carico dei cittadini salernitani, nonché la volontà di recuperare presso la Regione Campania il progetto da sedici milioni di euro per la produzione di biometano da autotrazione precedentemente candidato ai fondi PNRR.

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