"Il cibo parla al microbiota": il pomodoro e la dieta mediterranea al centro del nuovo podcast Finagricola con lo chef Tomei
La puntata è stata realizzata negli spazi della Fondazione Ebris a Salerno

«La nutrizione rappresenta un vero e proprio messaggio biologico per il nostro microbiota, quindi potremmo dire che, in qualche modo, il cibo parla al microbiota». È la sintesi proposta da Valentina Biagioli, ricercatrice della Fondazione EBRIS di Salerno, nella sesta e ultima puntata di "Una Storia di Qualità", il podcast promosso da Finagricola disponibile a questo link https://linktr.ee/unastoriadiqualita.
Accanto a lei intervengono lo chef Cristiano Tomei, Domenico Catapano, responsabile marketing di Finagricola, esperto di marketing agrifood e autore di numerose pubblicazioni sul tema, Valerio Calabrese, direttore del Museo della Dieta Mediterranea di Pioppi, e Titti Savarese, responsabile comunicazione della Fondazione Ebris. Le loro prospettive ruotano attorno a una stessa domanda: in che modo ciò che portiamo in tavola incide sul benessere dell'organismo, sull'ambiente e sulla trasmissione di una cultura alimentare.
Alla Fondazione EBRIS, centro internazionale di ricerca biomedica, Biagioli si occupa di microbiota e nutrizione pediatrica. Nella puntata spiega come le scelte alimentari possano influire sull'equilibrio del microbiota fin dalle prime fasi della vita, dalla gravidanza allo svezzamento. La ricercatrice richiama studi che hanno messo a confronto diversi regimi alimentari. Questi studi associano la dieta mediterranea a una maggiore presenza di batteri benefici e alla riduzione di alcuni marcatori pro-infiammatori. Ne deriva un invito concreto a cambiare prospettiva: «La prima cosa è iniziare a spostare l'attenzione dalla caloria alla qualità degli alimenti, leggersi bene le etichette, gli ingredienti, ciò che gli alimenti contengono». Varietà e biodiversità alimentare diventano così criteri di scelta quotidiana, prima ancora che indicazioni nutrizionali.
Dal laboratorio il racconto si sposta al territorio da cui la dieta mediterranea ha preso il nome nel dibattito scientifico internazionale. Calabrese ripercorre la presenza di Ancel Keys nel Cilento: «Qui trovò, in Cilento, un luogo in cui le persone si nutrivano, vivevano e coltivavano il cibo, coltivavano i loro prodotti ancora come un tempo». Per il direttore del Museo si tratta di un modello legato alla terra e alle stagioni. È anche una cultura aperta, nata dall'incontro tra popoli e capace di accogliere ingredienti arrivati da lontano, come il pomodoro. Il punto, sottolinea, è renderla attuale: «La dieta mediterranea è qualcosa che appartiene al passato, ma domani potrà appartenere al futuro se riusciamo a declinarla nel modo giusto». In questa direzione va l'attività di educazione alimentare del Museo, che accoglie a Pioppi scuole e università italiane e straniere.
Il pomodoro è anche il punto di partenza della riflessione di Cristiano Tomei: «Il pomodoro ci ha letteralmente conquistati e probabilmente ne sappiamo ancora pochissimo delle potenzialità». Lo chef richiama le pratiche contadine di conservazione: i pelati, il pomodorino del piennolo, le conserve in bottiglia. Le descrive come un sapere nato per preservare prodotti di buona qualità, anche sotto il profilo nutrizionale, durante l'inverno. Per Tomei la cucina «non è un'invenzione come ora la vogliamo far passare, ma è una lingua, è la più diffusa del mondo». La sua chiave di lettura riporta tutto alla stagionalità: «Lo sai qual è, secondo me, la chiave di tutto? Capire chi comanda. E comanda una roba sola: la natura. È la natura che ci detta i tempi».
I temi della puntata trovano un riscontro diretto nell'attività di Finagricola. Nel laboratorio interno dell'azienda terreni, acqua e prodotti vengono analizzati prima del passaggio nei reparti di trasformazione: un lavoro di verifica che collega la qualità del prodotto finale al controllo delle materie prime.
Lo stesso legame tra ricerca e agricoltura è emerso con "Percorsi nel Gusto", il progetto della Fondazione EBRIS dedicato al rapporto tra cibo, territorio, cultura e salute. Il progetto ha fatto tappa alla fattoria didattica Biolago di Finagricola, a Serroni. La visita ha portato i partecipanti a contatto diretto con la produzione.
Con questo episodio si chiude la prima serie di "Una Storia di Qualità". Il podcast è nato da un'idea di Domenico Catapano, responsabile marketing di Finagricola, ed è un progetto di Gruppo Stratego Società Benefit realizzato da Stratego Digital.com. La conduzione è affidata a Benedetta Gambale di Gruppo Stratego. In sei puntate la serie ha esplorato la qualità agroalimentare come risultato di una relazione tra agricoltura, ricerca, cultura e consapevolezza di chi consuma.

