Lo scontro tra l’Amministrazione comunale di Salerno e la società che gestisce il Grand Hotel entra in una nuova fase. Il Comune ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza in relazione alla gestione della struttura alberghiera, già da settimane al centro di contestazioni per una posizione debitoria che, secondo quanto riferito dal sindaco Vincenzo De Luca, sfiorerebbe complessivamente i 9 milioni di euro.
Grand Hotel Salerno, il Comune presenta un esposto in Procura e alla Guardia di Finanza
La decisione dell’Amministrazione arriva dopo settimane di verifiche e contestazioni sui rapporti economici tra il Comune e la società che gestisce l’albergo. Il sindaco Vincenzo De Luca aveva già annunciato una linea particolarmente rigida, sostenendo che la struttura avrebbe accumulato 8,85 milioni di euro di debiti relativi a diverse voci, tra cui Imu e Tari.
Secondo la ricostruzione fornita dal primo cittadino, circa 4 milioni riguarderebbero l’Imu non versata tra il 2010 e il 2019, ai quali si aggiungerebbero ulteriori 600mila euro fino al 2025 e oltre 2,5 milioni di Tari arretrata. A queste somme il Comune ha successivamente aggiunto una contestazione relativa all’imposta di soggiorno.
Nel corso di un successivo intervento pubblico, De Luca aveva infatti parlato di circa mezzo milione di euro di imposta di soggiorno che, secondo il Comune, sarebbe stata riscossa dalla struttura ma non riversata nelle casse dell’ente.
La contestazione riguarda gli anni 2023, 2024, 2025 e 2026. Proprio su questo aspetto il sindaco aveva richiamato anche possibili profili di carattere penale, sottolineando come la tassa venga riscossa dalle strutture ricettive per conto del Comune.
Con l’esposto-denuncia presentato ora alla Procura e alla Guardia di Finanza, saranno gli organi competenti a valutare la documentazione trasmessa e verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità.
La procedura per la possibile sospensione dell’attività
Parallelamente resta aperto il fronte amministrativo. Il Comune aveva già avviato la procedura che potrebbe portare alla sospensione dell’attività del Grand Hotel in caso di mancata regolarizzazione della posizione.
La scadenza indicata dall’Amministrazione è quella del 12 agosto. Secondo quanto annunciato da De Luca, qualora la situazione non venga sanata, il Comune potrà procedere con la sospensione dell’attività e, in caso di ulteriore inadempienza, con gli ulteriori provvedimenti previsti dal regolamento.
Dall’Imu alla Tari, fino alla convenzione sull’immobile
La vertenza non riguarda soltanto i tributi. Nella ricostruzione pubblica del sindaco sono state sollevate anche questioni relative alla convenzione sulla struttura. De Luca ha ricordato che il progetto originario prevedeva 271 camere, mentre ne sarebbero state successivamente realizzate 323. Dopo una sanatoria, secondo il sindaco, sarebbe stato necessario modificare la convenzione in relazione al maggior numero di stanze, passaggio che non sarebbe stato effettuato.
Il primo cittadino aveva inoltre contestato una presunta ipoteca accesa su un bene di proprietà comunale nell’ambito di un’operazione finanziaria da 27 milioni di euro. Anche questi elementi rientrano nel più ampio scontro tra Palazzo di Città e la gestione della struttura.

