Il Duomo di San Matteo nella nuova creazione del pittore salernitano Francesco Quaranta

Il Duomo di San Matteo di Salerno nella nuova creazione del pittore Francesco Quaranta. Una tela di 160 per 200 centimetri che si colloca tra espressionismo e astrazione: "Lavoro con i colori, come se modellassi la mia opera".
La luce sembra emanare dall'interno dell'edificio, filtrando attraverso la facciata, acquisendo un significato simbolico e spirituale. È una presenza luminosa in contrasto con i toni più scuri della struttura, che invita a guardare verso l'alto. L'opera, che misura 160 x 200 centimetri, è concepita nello studio di Quaranta a Giovi San Nicola e si muove tra espressionismo e suggestioni astratte. La pittura diventa una materia da plasmare tramite stratificazioni, accostamenti e vibrazioni cromatiche. "Lavoro con il colore. Creo movimento attraverso le tinte, come se modellassi l'opera," chiarisce l’artista. Tuttavia, in questa interpretazione si intreccia anche un legame personale, collegato ai ricordi della sua infanzia: "Conservo vivo il ricordo dell’atmosfera che pervadeva la città durante il periodo della festa, lungo il corso, nei vicoli e nei quartieri. Si percepiva che qualcosa di significativo stava per accadere, un evento atteso ogni anno". La spiritualità occupa un ruolo fondamentale nella ricerca di questo giovane pittore, che ha già dedicato altre opere a San Matteo. Secondo le sue parole, la fede non è solo rappresentazione, ma esprime una dimensione quotidiana e personale: "Non si tratta di una supplica, ma è un dialogo continuo con la spiritualità e con Dio".
Il Duomo di San Matteo nella nuova creazione del pittore salernitano Francesco Quaranta
Mancano poche ore ai festeggiamenti di San Matteo. Il santo patrono di Salerno e i luoghi che ne conservano la memoria hanno sempre trovato spazio nelle opere degli artisti locali. Tra queste, c'è la recente creazione di Francesco Quaranta, che seleziona il Duomo di San Matteo come tema per una sua personale interpretazione che si compone di tinte, luce e aspetti spirituali.L'opera
La facciata del Duomo riempie la tela con la sua maestosità. È riconoscibile nella sua architettura, nell'entrata, nelle arcate e nel campanile, ma viene presentata attraverso una visione estremamente personale. Quaranta gioca con i contrasti di colore: il rosso delle arcate, il porpora e il viola della facciata si intrecciano alle sfumature azzurre del cielo, generando una superficie intensa, quasi animata. Il colore non si limita a delineare le forme, ma le crea e le trasforma. A catturare l'attenzione sono in particolare le finestre gialle nella parte superiore del Duomo.La luce sembra emanare dall'interno dell'edificio, filtrando attraverso la facciata, acquisendo un significato simbolico e spirituale. È una presenza luminosa in contrasto con i toni più scuri della struttura, che invita a guardare verso l'alto. L'opera, che misura 160 x 200 centimetri, è concepita nello studio di Quaranta a Giovi San Nicola e si muove tra espressionismo e suggestioni astratte. La pittura diventa una materia da plasmare tramite stratificazioni, accostamenti e vibrazioni cromatiche. "Lavoro con il colore. Creo movimento attraverso le tinte, come se modellassi l'opera," chiarisce l’artista. Tuttavia, in questa interpretazione si intreccia anche un legame personale, collegato ai ricordi della sua infanzia: "Conservo vivo il ricordo dell’atmosfera che pervadeva la città durante il periodo della festa, lungo il corso, nei vicoli e nei quartieri. Si percepiva che qualcosa di significativo stava per accadere, un evento atteso ogni anno". La spiritualità occupa un ruolo fondamentale nella ricerca di questo giovane pittore, che ha già dedicato altre opere a San Matteo. Secondo le sue parole, la fede non è solo rappresentazione, ma esprime una dimensione quotidiana e personale: "Non si tratta di una supplica, ma è un dialogo continuo con la spiritualità e con Dio".




