Un incontro intenso, sincero e profondamente umano. Giovanni Allevi ha conquistato il pubblico del Giffoni Film Festival, parlando ai giovani giurati di malattia, fragilità, dolore e rinascita.
Il compositore, pianista e filosofo è stato accolto da una standing ovation e da lunghi applausi. Davanti ai ragazzi ha ripercorso il periodo più difficile della sua vita, segnato dalla diagnosi di mieloma multiplo e dalla lunga degenza in ospedale.
Il racconto della malattia
Allevi ha spiegato di essersi trovato, in quel momento, davanti a una domanda essenziale: chi sono davvero? Sono il dolore? Sono la malattia?
Da quella esperienza estrema è nata una consapevolezza nuova: dentro ogni persona esiste una dimensione invisibile che il dolore non riesce a toccare. Da qui una delle frasi più potenti dell’incontro: “La sofferenza è la nuvola, ma io sono il cielo”.
La musica come forma di resistenza
Nel periodo della malattia, la musica è diventata per Allevi un modo per non arrendersi alla disperazione. Da quella fase è nata anche MM22, composizione per violoncello e orchestra il cui titolo richiama il mieloma multiplo e l’anno della diagnosi, il 2022.
Un’opera che trasforma la ferita in linguaggio musicale e che racconta, attraverso le note, il passaggio dal buio alla possibilità di una nuova luce.
Il dialogo con i giovani giurati
Uno dei momenti più significativi è arrivato quando una giovanissima giurata ha parlato della pressione vissuta dagli adolescenti, spesso spinti a mostrarsi sempre perfetti e a nascondere errori e fragilità.
Allevi ha risposto ricordando che viviamo in una società che non vuole vedere la fragilità, ma proprio la fragilità rappresenta uno dei valori più profondi dell’essere umano.
“La fragilità non è una colpa”
Secondo il compositore, non bisogna misurarsi continuamente con gli altri né lasciarsi schiacciare dai condizionamenti sociali. Sotto le aspettative, le paure e le maschere, ha spiegato, esiste un’immensità nascosta dentro ciascuno.
Il messaggio rivolto ai ragazzi è stato chiaro: la fragilità non va respinta, ma riconosciuta come parte autentica dell’esistenza.
Il dolore senza retorica
Particolarmente toccante anche l’intervento di una ragazza, Carmela, che ha parlato della malattia come di una voragine ingiusta, senza idealizzazioni o facili consolazioni.
Allevi ha accolto quelle parole con grande rispetto, sottolineando la profondità dei pensieri dei giovani presenti in sala. Ha ricordato che tutti, prima o poi, incontrano il buio: la disperazione, la depressione, un disturbo alimentare, una crisi personale. Ma quel buio, ha aggiunto, può diventare anche il preludio di una rinascita.
Arte, sogni e vulnerabilità
A un ragazzo che chiedeva come inseguire un sogno artistico convivendo con una difficoltà personale, Allevi ha risposto con un invito forte: non tenere la sofferenza a distanza.
Per il maestro, l’arte nasce proprio da una fragilità che cerca una luce e riesce a trovarla. È lì, nel punto più vulnerabile dell’essere umano, che può nascere la creazione più autentica.
I prossimi appuntamenti di Allevi
L’incontro di Giffoni ha avuto anche un valore simbolico in vista dei prossimi impegni del compositore.
Il 19 settembre Giovanni Allevi sarà alla Reggia di Caserta con “Musica dall’Anima”, un viaggio tra musica e parole insieme ai giovani violoncellisti Francesco Strane ed Edoardo Bruni, durante il quale verrà eseguito anche il concerto MM22.
Il 22 settembre, invece, sarà ad Assisi per un concerto-evento dedicato alla pace, alla spiritualità e alla speranza.
Una lezione di vita davanti ai ragazzi
Al termine dell’incontro, Allevi ha espresso gratitudine per la vita e per la possibilità di essere ancora presente, trasformando la propria testimonianza in un messaggio di speranza.
In sala molti ragazzi avevano gli occhi lucidi. Giffoni ha abbracciato Giovanni Allevi non solo come artista, ma come uomo capace di parlare della sofferenza senza paura, mostrando che anche dalla fragilità può nascere una forma nuova di bellezza.

