ANGRI. Imprenditore di una nota rimessa per auto di
Angri finito a
processo. Gestiva alcuni
rifiuti e la bonifica di siti
inquinati.
Come racconta
Il Mattino, per l’imputato, difeso dall'avvocato
Stanislao Sessa, l’accusa è quella di aver eseguito o comunque consentito
un’attività illecita inerente alla gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non.
Gestione illecita dei rifiuti pericolosi: imprenditore a processo
L'uomo avrebbe illecitamente trasportato, accumulato e depositato in un’area di fondo di circa 4mila metri quadrati, ubicata ad
Angri, in via Nazionale nei pressi della traversa Rivigliano,
rifiuti speciali, ovvero ben 16 carrozzerie di veicoli arrugginiti e privi di targhe, motori fuori uso, parti meccaniche deteriorate, pneumatici usurati.
Rifiuti che sarebbero stati abbandonati in maniera incontrollata sul terreno, senza alcuna copertura a difesa dell’ambiente circostante. In assenza di qualsiasi autorizzazione specifica in materia di smaltimento rifiuti.
L'indagine
L'indagine fu condotta dal sostituto procuratore
Mafalda Daria Cioncada. Il processo inizierà il prossimo 15 giugno davanti al giudice
Leda Rossetti. L’area di 4mila metri quadrati, in cui sono stati trasportati i materiali incriminati, era già sotto
sequestro, con l’ordinanza di convalida da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore
Giovanna Pacifico.
Come scrive
Il Mattino, l’operazione di
sequestro avvenne nel 2015, grazie all'operazione dei Carabinieri di Angri. Già all'epoca erano state accertate le illecite condotte di trasporto, accumulo e deposito incontrollato di rifiuti speciali. In quel caso era stato ritenuto sussistente il pericolo che la libera disponibilità dell’area in capo all'indagato potesse aggravare le conseguenze delle stesse
condotte illecite già accertate. Per questo motivo, vennero ritenuti opportuni i presupposti per l’adozione dei provvedimenti richiesti.