Ha avuto luogo, presso la sala congressi del Centro Ospedaliero di Taranto (C.O.M.), il seminario informativo con gemellaggio istituzionale tra l'Unità Operativa Semplice di Medicina Subacquea e Terapia Iperbarica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona" di Salerno e il Servizio di Medicina Iperbarica del Centro Ospedaliero Militare di Taranto.
Gemellaggio tra il Ruggi di Salerno e il Centro Ospedaliero Militare di Taranto
L'iniziativa, promossa dal
Responsabile dell'Unità Operativa Salernitana, dott. Antonio
Siglioccolo e coordinata dal Capo Servizio della Medicina Iperbarica del C.O.M.
Taranto, capitano di vascello (SAN)
Fiorenzo Fracasso si è posta come fine la
reciproca conoscenza, la
condivisione di esperienze, lo
studio e la
promozione culturale nel
campo della medicina iperbarica, settore nel quale i due
Enti sono pienamente
impegnati da
anni.
Dopo i saluti del Direttore del C.O.M. di
Taranto, ammiraglio ispettore Cosimo Nesca, e del Coordinatore Sanitario del Comando Interregionale Marittimo Sud, contrammiraglio Salvatore Mendicini, il comandante
Fiorenzo Fracasso ha presentato le
capacità e i
risultati ottenuti dal Servizio di Medicina Iperbarica del COM Taranto, che in
10 anni di attività in convenzione con il
Servizio Sanitario Nazionale ha effettuato, a favore di circa
milleduecento pazienti, oltre
sedicimila trattamenti di ossigenoterapia iperbarica, di cui circa
duemila in condizioni di emergenza-urgenza.
Successivamente, il programma della giornata ha previsto la descrizione, da parte del Capo del Nucleo SDAI di
Taranto, capitano di fregata
Mirko Leonzio, delle attività subacquee della
Marina Militare, la visita guidata da personale del Servizio all'impianto iperbarico del COM ed una static display illustrata da personale del Nucleo SDAI di attrezzature subacquee in dotazione alla
Marina Militare.
Una presentazione, da parte del
Capo Servizio Sanitario del Comando Flottiglia Sommergibili (COMFLOTSOM), tenente di
vascello (SAN) Lucia Simonetti, sulle attività di
soccorso ai sommergibili sinistrati, e la sottoscrizione dell'atto di gemellaggio tra i Centri iperbarici, con scambio di doni e foto di rito, sono stati gli atti formali conclusivi della visita.