Famiglia del bosco, i tre bambini tornano a casa dopo quasi un anno: «Hanno fatto merenda insieme»

Dopo quasi un anno di lontananza, i tre bambini della famiglia nel bosco sono potuti rientrare, seppure temporaneamente, nella loro casa: hanno fatto merenda insieme alla mamma e al papà.
Bambini e genitori hanno trascorso insieme il momento della merenda nel giardino, consumando frutta e biscotti preparati da Catherine. Attorno a loro c’erano nuovamente gli elementi familiari del paesaggio: il bosco, gli alberi, il fiume e il casolare "Amelia". Si è trattato di un nuovo momento significativo all’interno del percorso di riavvicinamento progressivo della famiglia stabilito dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila il 30 agosto scorso. Il programma prevede che i bambini possano tornare nel bosco ogni due settimane.
«Guardando la felicità dei bambini, finalmente di nuovo a casa, anche se soltanto per un’ora e mezza, mi sono commosso. Quello che per noi rappresenta la casa nel bosco, per loro significa protezione, affetto e quel nido che hanno aspettato per tanto tempo», ha dichiarato l’avvocato Simone Pillon, legale della famiglia.
Anche il sindaco Giuseppe Masciulli ha adottato misure per garantire tranquillità all’incontro. Le vie di accesso al casolare, situato in contrada Mondola, sono state interdette a circa trecento metri dall’abitazione, mantenendo così giornalisti e curiosi a distanza. Dopo l’ingresso dei bambini, la circolazione è stata nuovamente consentita. Il sistema di protezione questa volta ha dato esito positivo e, rispetto all’occasione precedente, l’incontro si è svolto senza problemi. Anche i coniugi Trevallion Birmingham hanno adottato precauzioni per tutelare la propria abitazione, delimitandola con una recinzione. Sul cancello hanno inoltre lasciato un messaggio scritto a mano: «Grazie per la comprensione».
Il primo appuntamento previsto dal percorso di riavvicinamento si era svolto la settimana precedente nella struttura concessa dal Comune nei pressi del campo sportivo di Palmoli. È proprio lì che la coppia anglo-australiana si è trasferita, con l’obiettivo di favorire il ricongiungimento del nucleo familiare all’interno di un ambiente giudicato adeguato sotto il profilo strutturale e igienico-sanitario per accogliere i tre bambini.
Il precedente casolare, invece, privo di acqua corrente, energia elettrica, gas e bagno interno, era stato inserito nella documentazione esaminata dalla giustizia minorile perché ritenuto non idoneo.
«Dopo quasi 11 mesi lontani, i bambini sono finalmente rientrati nella casa del bosco, dove sono stati accolti dai genitori e hanno ritrovato anche gli animali della loro piccola fattoria», ha raccontato Pillon. «Si tratta di un ulteriore avanzamento verso il ritorno definitivo. Tra 15 giorni dovrebbero iniziare i pernottamenti durante i fine settimana e, progressivamente, auspichiamo che il percorso possa condurre a una soluzione conclusiva».
A raccontare la complessità della vicenda ci sono anche i numeri. Nathan e Catherine hanno percorso oltre 30 mila chilometri in pochi mesi negli spostamenti tra Palmoli e Vasto, con l’obiettivo, sottolinea Pillon, di «garantire costantemente la propria presenza e il proprio affetto ai figli. Anche questo rappresenta senza dubbio una dimostrazione di forte legame affettivo e capacità genitoriale, che ci auguriamo venga adeguatamente considerata».
Anche l’automobile utilizzata dalla coppia per i numerosi trasferimenti è diventata parte della vicenda. Il veicolo impiegato nei continui viaggi ha infatti avuto un problema al motore, costringendo Nathan e Catherine a comprarne un’altra, sempre di seconda mano.
Entro il 16 ottobre i servizi sociali dovranno presentare una relazione. Nel frattempo, il percorso prevede che i tre fratelli possano presto trascorrere i fine settimana con mamma e papà, arrivando anche alla possibilità di pernottare insieme.
Famiglia del bosco, i tre bambini tornano a casa dopo quasi un anno: «Hanno fatto merenda insieme»
Dopo quasi un anno di lontananza, i tre bambini della famiglia nel bosco sono potuti rientrare, seppure temporaneamente, nella loro casa. Erano stati allontanati undici mesi fa dal casolare di Palmoli, privo dei principali comfort, dove vivevano con Nathan e Catherine. Ieri, alle 16.30, i tre piccoli hanno oltrepassato nuovamente la porta dell’abitazione, accolti dalla gioia dei genitori, che li attendevano abbracciati lungo il vialetto. Una volta arrivati, i bambini hanno potuto riavvicinarsi anche agli animali della famiglia, accarezzandoli e abbracciandoli come facevano in passato. Un ritorno a una quotidianità interrotta dalla sospensione della responsabilità genitoriale e dal trasferimento nella casa protetta di Vasto avvenuto il 20 novembre di un anno fa. Anche il cavallo ha reagito alla loro presenza: ha sollevato la testa, rivolto le orecchie verso di loro e poi annusato i loro visi e le loro mani.Bambini e genitori hanno trascorso insieme il momento della merenda nel giardino, consumando frutta e biscotti preparati da Catherine. Attorno a loro c’erano nuovamente gli elementi familiari del paesaggio: il bosco, gli alberi, il fiume e il casolare "Amelia". Si è trattato di un nuovo momento significativo all’interno del percorso di riavvicinamento progressivo della famiglia stabilito dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila il 30 agosto scorso. Il programma prevede che i bambini possano tornare nel bosco ogni due settimane.
«Guardando la felicità dei bambini, finalmente di nuovo a casa, anche se soltanto per un’ora e mezza, mi sono commosso. Quello che per noi rappresenta la casa nel bosco, per loro significa protezione, affetto e quel nido che hanno aspettato per tanto tempo», ha dichiarato l’avvocato Simone Pillon, legale della famiglia.
Anche il sindaco Giuseppe Masciulli ha adottato misure per garantire tranquillità all’incontro. Le vie di accesso al casolare, situato in contrada Mondola, sono state interdette a circa trecento metri dall’abitazione, mantenendo così giornalisti e curiosi a distanza. Dopo l’ingresso dei bambini, la circolazione è stata nuovamente consentita. Il sistema di protezione questa volta ha dato esito positivo e, rispetto all’occasione precedente, l’incontro si è svolto senza problemi. Anche i coniugi Trevallion Birmingham hanno adottato precauzioni per tutelare la propria abitazione, delimitandola con una recinzione. Sul cancello hanno inoltre lasciato un messaggio scritto a mano: «Grazie per la comprensione».
Il primo appuntamento previsto dal percorso di riavvicinamento si era svolto la settimana precedente nella struttura concessa dal Comune nei pressi del campo sportivo di Palmoli. È proprio lì che la coppia anglo-australiana si è trasferita, con l’obiettivo di favorire il ricongiungimento del nucleo familiare all’interno di un ambiente giudicato adeguato sotto il profilo strutturale e igienico-sanitario per accogliere i tre bambini.
Il precedente casolare, invece, privo di acqua corrente, energia elettrica, gas e bagno interno, era stato inserito nella documentazione esaminata dalla giustizia minorile perché ritenuto non idoneo.
«Dopo quasi 11 mesi lontani, i bambini sono finalmente rientrati nella casa del bosco, dove sono stati accolti dai genitori e hanno ritrovato anche gli animali della loro piccola fattoria», ha raccontato Pillon. «Si tratta di un ulteriore avanzamento verso il ritorno definitivo. Tra 15 giorni dovrebbero iniziare i pernottamenti durante i fine settimana e, progressivamente, auspichiamo che il percorso possa condurre a una soluzione conclusiva».
A raccontare la complessità della vicenda ci sono anche i numeri. Nathan e Catherine hanno percorso oltre 30 mila chilometri in pochi mesi negli spostamenti tra Palmoli e Vasto, con l’obiettivo, sottolinea Pillon, di «garantire costantemente la propria presenza e il proprio affetto ai figli. Anche questo rappresenta senza dubbio una dimostrazione di forte legame affettivo e capacità genitoriale, che ci auguriamo venga adeguatamente considerata».
Anche l’automobile utilizzata dalla coppia per i numerosi trasferimenti è diventata parte della vicenda. Il veicolo impiegato nei continui viaggi ha infatti avuto un problema al motore, costringendo Nathan e Catherine a comprarne un’altra, sempre di seconda mano.
Entro il 16 ottobre i servizi sociali dovranno presentare una relazione. Nel frattempo, il percorso prevede che i tre fratelli possano presto trascorrere i fine settimana con mamma e papà, arrivando anche alla possibilità di pernottare insieme.

