Qual è la quarta traccia della prima prova dell'esame di maturità 2026? Iniziano oggi, giovedì 18 giugno, gli esami di stato per migliaia di maturandi italiani. Si conferma lo stesso impianto: ci sono due prove scritte a carattere nazionale (decise, cioè, dal Ministero) e un colloquio. Le commissioni sono composte da commissari interni ed esterni e presiedute da un presidente esterno.
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Il Ministero mette a disposizione per tutti gli indirizzi di studio sette tracce che fanno riferimento agli ambiti artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale. Gli studenti possono scegliere, tra le sette tracce, quella che pensano sia più adatta alla loro preparazione e ai loro interessi. La prova può essere strutturata in più parti. Ciò consente di verificare competenze diverse, in particolare la comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che la riflessione critica da parte del candidato.
Esame di maturità 2026, la quarta traccia della prova di italiano
L'altro brano uscito per la tipologia B (testo argomentativo) si concentra sulla saggistica e sulla comunicazione. Al centro del dibattito un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci tratto da da "Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire".
Il titolo della quarta traccia
Traccia B2 Maturità 2026: brano di Piero Bianucci da "Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire"
Svolgimento e spiegazione
La traccia sul brano di Piero Bianucci, tratto da Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire, è una delle proposte di tipologia B2 (testo argomentativo in ambito artistico/letterario/comunicativo) della prima prova dell'esame di Maturità. Il tema centrale ruota attorno all'importanza della divulgazione chiara, accessibile e al potere di comunicare concetti complessi in modo comprensibile a tutti.
La scienza non deve essere un sapere elitario o chiuso. La vera sfida del progresso e della conoscenza è farsi comprendere da tutti. Bianucci sottolinea che la divulgazione non è un "semplice riassunto", ma un'arte autonoma e un ponte fondamentale tra la comunità scientifica e i cittadini.
I cittadini hanno bisogno di comprendere tematiche scientifiche (es. ambiente, intelligenza artificiale, medicina) per esercitare un voto consapevole ed essere cittadini attivi. Saper spiegare la propria ricerca è parte integrante del lavoro di uno scienziato. La conoscenza deve avere un ritorno sociale.
I linguaggi settoriali servono agli addetti ai lavori, ma escludono chi non possiede le basi. La buona divulgazione traduce concetti oscuri in immagini chiare e metafore comprensibili. Il "metodo galileiano" insegna che la scienza deve essere alla portata di tutti e non limitata ai dotti.
La soluzione non è rinunciare a spiegare, ma elevare il livello della comunicazione, educando il pubblico al pensiero critico e alla complessità, senza scadere nel sensazionalismo. In conclusione La divulgazione scientifica è un imperativo etico. La scienza ha bisogno di empatia e di una narrazione coinvolgente per ispirare le nuove generazioni ed evitare che la tecnologia venga percepita come una magia oscura.

