Emissioni e fumi alle Fonderie Pisano di Salerno: la Procura cita in giudizio i vertici aziendali

La Procura di Salerno ha disposto il decreto di citazione diretta a giudizio per i componenti del consiglio di amministrazione dell'opificio di Fratte come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'udienza predibattimentale è stata fissata per l'11 marzo 2027 davanti al giudice monocratico, che dovrà esprimersi sull'apertura del dibattimento o su un eventuale non luogo a procedere nei confronti dei co-amministratori Ciro, Renato, Flaviano e Luigi Pisano.
L'attività investigativa, scaturita dalle denunce presentate dal Codacons Campania, dall'associazione Salute e Vita e da 16 residenti, si è avvalsa dei rilevamenti condotti dai carabinieri del Noe, dal nucleo Tutela Lavoro di Napoli, dall'Ispettorato del Lavoro e dai tecnici dell'Arpac. Le analisi sulle particelle depositate nelle abitazioni adiacenti allo stabilimento salernitano hanno confermato l'alta concentrazione di ferro metallico, con disagi che superano i limiti della tollerabilità.
L'avvocato Fabio Torluccio, legale di Salute e Vita, ha annunciato che gli atti d'indagine verranno allegati ai ricorsi pendenti davanti al Tar per opporsi alla riapertura del sito industriale, attualmente condizionato dal mancato rinnovo dell'Aia e dalle procedure di licenziamento collettivo della forza lavoro.
L'udienza predibattimentale è stata fissata per l'11 marzo 2027 davanti al giudice monocratico, che dovrà esprimersi sull'apertura del dibattimento o su un eventuale non luogo a procedere nei confronti dei co-amministratori Ciro, Renato, Flaviano e Luigi Pisano.
Fonderie Pisano, la Procura cita in giudizio i vertici aziendali
I pubblici ministeri Bianca Rinaldi e Carlo Rinaldi contestano agli imputati il reato contravvenzionale in concorso di getto pericoloso di cose per fatti avvenuti tra febbraio 2021 e ottobre 2025. Secondo la ricostruzione d'accusa, la mancata canalizzazione e l'inadeguatezza dei sistemi di abbattimento avrebbero generato la dispersione incontrollata di sostanze odorigene, gas e polveri ferromagnetiche, favorita dallo stato di usura dell'impianto e dall'apertura dei varchi della struttura durante le lavorazioni della ghisa.L'attività investigativa, scaturita dalle denunce presentate dal Codacons Campania, dall'associazione Salute e Vita e da 16 residenti, si è avvalsa dei rilevamenti condotti dai carabinieri del Noe, dal nucleo Tutela Lavoro di Napoli, dall'Ispettorato del Lavoro e dai tecnici dell'Arpac. Le analisi sulle particelle depositate nelle abitazioni adiacenti allo stabilimento salernitano hanno confermato l'alta concentrazione di ferro metallico, con disagi che superano i limiti della tollerabilità.
L'avvocato Fabio Torluccio, legale di Salute e Vita, ha annunciato che gli atti d'indagine verranno allegati ai ricorsi pendenti davanti al Tar per opporsi alla riapertura del sito industriale, attualmente condizionato dal mancato rinnovo dell'Aia e dalle procedure di licenziamento collettivo della forza lavoro.




