Polemiche a Salerno per un presunto messaggio audio Whatspp nel quale il dipendente di un Ente legato al Comune avrebbe rivolto delle minacce per il voto alle elezioni comunali. A segnalare l'accaduto è stato inizialmente il consiglio comunale di Forza Italia, Roberto Celano, il quale questa mattina, in un post su Facebook ha annunciato che consegnerà un audio "del titolare di un ente legato al Comune, rivolto ai suoi dipendenti", puntando il dito contro un presunto sistema politico-elettorale messo in atto in città dal candidato sindaco Vincenzo Napoli, sostenuto dal Governatore Vincenzo De Luca.
Elezioni Salerno, polemica per un messaggio audio Whatspp: cosa è successo
Nel messaggio audio divulgato via social anche dal consigliere comunale Leonardo Gallo, il protagonista di questa vicenda si rivolgerebbe ai suoi dipendenti, invitandoli a "ponderare" la loro scelta di voto:ve lo dico, mi sono scervellato sezione per sezione, so dove votate e non votate…quindi personalmente me li vado a controllare…Questo non vuol dire niente…vuol dire che da martedì mattina noi facciamo come fate voi, se voi ci state per noi, noi ci siamo per voi, se avete difficoltà o vi siamo sulle palle ditemelo prima altrimenti io mi aspetto i voti che mi sono contati, se voi ci siete noi ci saremo sempre. È vero che non avete un obbligo ma esiste rispetto e correttezza
La denuncia di Celano
"Ho un audio del "titolare" di un Ente legato all'Amministrazione comunale (che ha espresso una candidata nelle liste di Napoli) indirizzato ai dipendenti che fa ben comprendere come funziona il sistema di cui spesso parliamo. "Non lo posto solo perché (essendo solo audio) non riesco. Verrà però evidentemente consegnato alle autorità preposte. È una vergogna!" scrive Celano.Il commento di Leonardo Gallo
La replica
"Stiamo provvedendo a denunciare alla Procura della Repubblica i signori Celano, Tofalo e Gallo che hanno divulgato un audio anonimo, privo di ogni riferimento a luoghi, persone e situazioni, spacciandolo, con una vergognosa mistificazione, per un tentativo di pressione sulla libera manifestazione del voto" recita la nota del sindaco Vincenzo Napoli. "È una evidente, gravissima, fake news, un grossolano ed inaccettabile tentativo di inquinare il voto a Salerno, che offende la nostra Città ed i nostri concittadini. Celano, Tofalo e Gallo ne risponderanno in Tribunale ed i nostri concittadini puniranno con il loro voto libero questo ennesimo insulto alla loro libertà. Insieme alla denuncia chiederemo di bloccare, ai sensi di legge, l'ulteriore diffusione di questa infame e maldestra menzogna in tutte le forme e modalità perché operata peraltro in palese violazione dell'obbligo di silenzio elettorale".La risposta di Celano
Arriva via social la replica di Roberto Celano: "Apsetto con ansia la querela annunciata dal Sindaco Napoli nei miei confronti e di qualche altro esponente politico (parlamentari e colleghi consiglieri) per l'audio che abbiamo postato sui social. Speriamo non si tratti solo di un annuncio. In tal modo gli inquirenti saranno costretti ad andare finalmente fino in fondo!".La nota del Codacons
"La notizia che in questi momenti gira è l’audio di una telefonata pubblicato sulla pagina Facebook di alcuni candidati, che se fosse vera sarebbe di una gravità inaudita. Un imprenditore che minaccia i propri dipendenti di votare in un certo modo, ravvisa diversi reati tra cui l’estorsione che in giornate elettorali è un reato gravissimo. Chiediamo che la Magistratura indaghi e, nel caso la registrazione fosse vera, punisca severamente i colpevoli e, se risultasse un falso, facendo le opportune indagini, ricerchi e punisca i colpevoli con altrettanta severità".“ In entrambi i casi – afferma il Presidente Codacons Campania, il prof. Enrico Marchetti – l’audio che gira rimane un fatto gravissimo, perché mira ad alterare gli equilibri psicologici di migliaia di persone impegnate in questa tornata elettorale e, nel caso risultasse un falso, non potremmo parlare certamente di uno scherzo, ma se fosse vero, sarebbe un fatto gravissimo che nuocerebbe gravemente alla politica onesta ed offenderebbe gravemente i cittadini che ancora credono nella scelta democratica del candidato. È giusto quindi che la Magistratura intervenga ed agisca tempestivamente, punendo i colpevoli”.

