Il Comune di Eboli in campo per la salvaguardia ambientale: con un'ordinanza sono stati vietati palloncini e lanterne volanti. Lo riporta Il Giornale del Cilento.
Le lanterne volanti costituiscono un rischio particolare: sono potenziali cause d’incendi e possono mettere in pericolo la circolazione e la sicurezza in generale. L'amministrazione comunale punta a sensibilizzare la cittadinanza, incentivando pratiche responsabili per eliminare l'introduzione involontaria di oggetti che rappresentano rischi ambientali e sociali.
Chi infrange le disposizioni della normativa sarà soggetto a sanzioni pecuniarie che oscillano tra i 25 e i 500 euro. Inoltre, ulteriori multe saranno applicabili nel caso di comportamenti configurabili come abbandono illegale di rifiuti. I trasgressori saranno obbligati a rimuovere e recuperare i materiali abbandonati.
La Polizia Municipale, insieme alle Forze dell’Ordine e agli enti preposti alla vigilanza ambientale, avrà il compito di verificare il rispetto delle norme. La delibera è stata inoltrata alla Prefettura di Salerno, alla Provincia e agli uffici competenti affinché venga adeguatamente comunicata sul territorio. Eventuali ricorsi contro l’ordinanza potranno essere presentati al TAR entro 60 giorni o al Capo dello Stato entro 120 giorni.
Eboli in campo per la salvaguardia ambientale: vietati palloncini e lanterne volanti
Il Comune di Eboli ha adottato una nuova ordinanza che sancisce il divieto assoluto di liberare in volo palloncini, lanterne cinesi e altri oggetti aerostatici sull’intero territorio comunale. Il provvedimento, firmato dal sindaco Mario Conte, mira a salvaguardare l’ambiente, il decoro urbano e la sicurezza pubblica, eliminando una pratica comune che si traduce nella dispersione di materiali non recuperabili durante eventi sia pubblici che privati.Le motivazioni del divieto: protezione ambientale e sicurezza
La decisione si basa su una valutazione approfondita degli effetti deleteri che questi oggetti possono avere sull'ambiente. Nonostante alcuni siano presentati come biodegradabili, il loro impatto persistente risulta dannoso quando si depositano sul suolo o in acqua. Una volta dispersi, diventano rifiuti difficilmente recuperabili, rappresentando una seria minaccia per la fauna terrestre, marina e avicola. Gli animali sono spesso vittime di ingestione, intrappolamento o ferite causate da tali materiali.Le lanterne volanti costituiscono un rischio particolare: sono potenziali cause d’incendi e possono mettere in pericolo la circolazione e la sicurezza in generale. L'amministrazione comunale punta a sensibilizzare la cittadinanza, incentivando pratiche responsabili per eliminare l'introduzione involontaria di oggetti che rappresentano rischi ambientali e sociali.
Divieti e ambiti di applicazione
La normativa vieta espressamente il lancio in volo di:- Palloncini, inclusi quelli compostabili
- Lanterne cinesi
- Nastri e fili
- Coriandoli di plastica
Eccezioni e sanzioni previste per chi trasgredisce
L’ordinanza prevede alcune eccezioni: è consentito utilizzare palloncini o dispositivi trattenuti stabilmente al suolo mediante strutture fisse o da persone, purché vengano rimossi subito dopo l’utilizzo e smaltiti correttamente. Sono autorizzate le decorazioni temporanee che non risultino dispersive nell’ambiente e che vengano gestite correttamente al termine dell’evento. Infine, deroghe specifiche possono essere richieste per attività ufficiali a carattere istituzionale, scientifico, tecnico o di protezione civile previa autorizzazione delle autorità competenti.Chi infrange le disposizioni della normativa sarà soggetto a sanzioni pecuniarie che oscillano tra i 25 e i 500 euro. Inoltre, ulteriori multe saranno applicabili nel caso di comportamenti configurabili come abbandono illegale di rifiuti. I trasgressori saranno obbligati a rimuovere e recuperare i materiali abbandonati.
La Polizia Municipale, insieme alle Forze dell’Ordine e agli enti preposti alla vigilanza ambientale, avrà il compito di verificare il rispetto delle norme. La delibera è stata inoltrata alla Prefettura di Salerno, alla Provincia e agli uffici competenti affinché venga adeguatamente comunicata sul territorio. Eventuali ricorsi contro l’ordinanza potranno essere presentati al TAR entro 60 giorni o al Capo dello Stato entro 120 giorni.

